Spiagge di Roma: arriva l'assessore al litorale. Il Campidoglio toglie la competenza al Municipio

Domenica 17 Marzo 2019 di Mirko Polisano
Il Campidoglio strappa al X Municipio la gestione delle spiagge di Ostia e punta a creare la figura di un delegato agli arenili, un «assessore» che dovrà occuparsi del litorale. Il nome che circola negli ambienti capitolini è quello di Paolo Ferrara, ex capogruppo M5S in aula Giulio Cesare che precisa: «Questa figura doveva essere istituita all’inizio della consiliatura - dice - non c’è ancora nulla di ufficiale, ma potrebbe essere». Agli atti, invece, c’è un documento che di fatto annulla l’autonomia di Ostia sul tema più delicato per il Lido: la questione arenili.

«C’è una delibera pronta per portare la competenza degli arenili a Roma come aveva auspicato il prefetto - conferma Paolo Ferrara - è negli uffici del Segretariato per le ultime valutazioni prima di essere licenziata». Questione di giorni e poi ci sarà la ratifica: i poteri del lido saranno bypassati da Roma. Un documento che svuota nei fatti il decentramento dell’allora sindaco Alemanno, un regolamento, tutt’ora in vigore, che prevede poteri speciali e competenze uniche per l’unico municipio fuori dal Gra, progetto pilota che aveva dato al Decimo (ex XIII circoscrizione) autonomia in molte materie. In primis appunto le spiagge. Ma adesso il Campidoglio punta a riprendersi i pieni poteri. «Democrazia sospesa» e «nuovo commissariamento», denunciano le opposizioni del X Municipio.

Già nel 2015 il sindaco Ignazio Marino e la sua giunta avevano provato a cancellare le spinte «secessioniste» del Lido, inaugurate nel lontano 1992 dall’allora mini-sindaco Marco Pannella. La giunta Raggi ora bissa, indicando chiaramente nella memoria il motivo del colpo di spugna: mettere mano al «lungomuro» di Ostia, ovvero sbrigare il Piano utilizzo arenili che permetterà di togliere cemento dal mare. «Anche il documento del Pua - prosegue il consigliere capitolino - sta per essere licenziato dal Segretariato e sarà pronto nel giro di due mesi al massimo». La delibera sulle spiagge vorrebbe cancellare in particolare l’articolo 13 del decentramento, che riguarda la gestione del Pua quanto della pineta di Castel Fusano, delle spiagge di Capocotta e Castelporziano e – fulcro di tutto – il «rilascio delle licenze per gli stabilimenti balneari». Così il Comune gestirebbe direttamente il demanio, da anni oggetto di inchieste giudiziarie e spesso di interessi criminali. «Un anno fa scoprimmo e denunciamo la memoria di giunta capitolina che ipotizzava questa decisione e riuscimmo a fermarli - sottolinea Andrea Bozzi, consigliere civico del X Municipio - Se ora hanno deciso di presentare la delibera che riporta i poteri sulle spiagge in Campidoglio, allora faremo le barricate. Perché improvvisamente si vuole accentrare il potere sul mare? Cosa è cambiato e quali interessi ci sono? Intanto il Pua è sparito, gli alberghi sul mare chiudono, ma in compenso hanno fatto tabula rasa dei chioschi sulle spiagge libere che non hanno più servizi, mentre il loro Governo ha prorogato le concessioni balneari per quindici anni. Se il problema invece è che non si fidano della Di Pillo o la giudicano incapace, allora la facciamo dimettere, risparmiandoci lo spettacolo di un commissariamento de facto del Municipio X». Intanto, sul sito del X Municipio non risulta aggiornata l’”anagrafe delle spiagge”: il rendiconto sui canoni demaniali - irrisori per alcuni stabilimenti - voluto dal prefetto Vulpiani per la trasparenza. Mancano però gli ultimi due anni, quelli dell’amministrazione Di Pillo. Gli interessi sulle spiagge e la corsa contro il tempo. Non è una fiction di Netflix è la realtà di Ostia.
Ultimo aggiornamento: 10:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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