Spaccio e recupero crediti con la pistola puntata alla tempia: 24 arresti
La droga riforniva i quartieri di Roma est

Giovedì 13 Febbraio 2020
Parte della droga recuperata dai carabinieri durante l'operazione

Clienti che non pagavano la droga minacciati con la pistola puntata alla tempia, mogli e fidanzate usate come pusher o per nascondere gli approvvigionamenti di droga per un giro di affari di circa un milione di euro l'anno. L'operazione condotta questa mattina dai carabinieri di Monterotondo ha sgominato una banda che riforniva di droga una vasta zona dell'area Tiburtina che andava dai comuni di Mentana, Fontenuova fino a Guidonia Montecelio dove, operava una succursale composta da 5 pusher che rispondevano ai vertici dell'organizzazione. Gli investigatori che questa mattina hanno fatto scattare le manette ai polsi di ventiquattro persone, sotto la direzione della Direzione distrettuale antimafia di Roma, sostengono che il gruppo spacciasse droga per un introito di circa un milione di euro l'anno.
Droga, spaccio e usura ai Castelli confiscati beni per 3,5 milioni: c'è anche una villa con vista sul lago di Castel Gandolfo

Roma, controlli antidroga da Tor Bella Monaca al Centro: 15 in manette

L'indagine che ha portato agli arresti - 19 uomini e 5 donne - è stata avviata dai carabinieri nel settembre 2018.
Si tratta di una organizzazione stabile che non veniva scalfita neanche dagli arresti in flagranza effettuati dai militari nel corso dell'indagine, poichè il gruppo riusciva subito a rimpiazzare gli spacciatori su strada, anche con mogli e fidanzate per non dare nell'occhio. Il volume di affari dei due gruppi criminali collegati tra loro - dal lazio alla Toscana fino alla Liguria - si aggirava intorno alle 100 dosi di cocaina quotidianamente vendute, per un introito di circa 3.000 euro al giorno. Nel corso delle indagini, oltre ai ventiquattro arresti in flagranza di reato, sono stati sequestrati 5 chili di cocaina, 1 chilo di hashish, e 4.550 euro in contanti. In due episodi di arresti in flagranza i carabinieri hanno scoperto anche uno strano escamotage utilizzato dall'associazione per delinquere: nascondevano grandi quantità di droga (un chilo di coca per volta) in casseforti di cui i proprietari non possedevano nè chiavi nè combinazione per l'apertura, che invece possedevano e conoscevano solo i vertici dell'organizzazione. 
Quella di oggi è la settima operazione antidroga dei carabinieri del Comando provinciale di Roma in meno di un mese, con 123 persone arrestate a conclusione di indagini strutturate, senza contare i quotidiani arresti eseguiti dai militari, in flagranza di reato, in tutto il territorio della Capitale e della provincia.
 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Che cosa fa litigare i negozianti e i padroni dei cani

di Pietro Piovani

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma