Sgominato traffico di shaboo tra Roma e Prato: la droga arrivava via treno
Sequestrate oltre 10mila, erano destinate alle piazze della movida, da Trastevere al Pigneto

Mercoledì 26 Febbraio 2020
Alcune dosi di shaboo sequestrato dai carabinieri

Prezioso e introvabile, quindi una droga che garantisce affari sicuri. E' così che il traffico di shaboo è cresciuto in maniera esponenziale negli utlimi mesi. L'ultima operazione, denominata Vento d'Oriente e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, Gruppo reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti, e dai carabinieri Carabinieri di Roma, è giunta al termine dopo cinque mesi di indagine. I militari hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misure cautelare nei confronti di 22 persone di nazionalità cinese, filippina e italiana. I reati contestati sono spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo metanfetamina, comunemente detta shaboo.
Lo shaboo eccitante permette di restare svegli anche per 2, 3 giorni, i suoi effetti devastanti incidono prevalentemente sul sistema nervoso centrale che viene stimolato oltremodo cagionando danni rilevanti, con un effetto superiore alla cocaina, idoneo ad annullare fame e senso di fatica nonché causare dipendenza. La dose singola media di shaboo è pari a 0,1 grammo, con un costo per l'assuntore di 50 euro.
Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro, sono partite dall'arresto di un cinese operato nel quartiere di Trastevere a giugno 2018, durante il quale è stato rinvenuto e sequestrato un considerevole quantitativo dello stupefacente. In tale circostanza venivano acquisiti ulteriori elementi tali da poter ipotizzare l'esistenza di una rete di spacciatori dedicati alla vendita nella Capitale di shaboo, di non facile reperibilità, ma sempre più richiesto nelle piazze di spaccio. L'ipotesi è stata successivamente riscontrata da attività tecniche e pedinamenti nei quartieri capitolini ove è maggiore la presenza di comunità asiatiche. Le indagini hanno permesso di identificare i ruoli dei diversi indagati, individuare le zone di spaccio, la modalità di introduzione dello stupefacente, i luoghi dove è stato stoccato e dove veniva confezionato per la vendita al dettaglio, fino alla vendita, consentendo di sequestrare un totale di oltre 1 kilogrammo di shaboo (oltre 10.000 dosi), nonché di arrestare 38 soggetti nella flagranza dello spaccio.

Alcuni cittadini cinesi titolari di esercizi al dettaglio nella zona del Centro si approvvigionavano di stupefacente da loro connazionali nella città di Prato. Lo stupefacente arrivava a Roma da giovani ragazze cinesi, incensurate, che viaggiando in treno dalla città toscana potevano garantire un trasporto sicuro. Le indagini hanno permesso di accertare che gli spacciatori si spartivano le zone di spaccio. Le piazze più frequentate Gianicolense, Monteverde, Cornelia, fino a Spinaceto, nella zona est i quartieri Termini, Esquilino, Casilina, Pigneto e Tor Pignattara. Il reperimento degli acquirenti e l'esecuzione delle cessioni è stato effettuato in gran parte da filippini, che rivendevano le dosi ad altri connazionali, anche sul luogo di lavoro. Un filippino non ha interrotto l'attività di spacciatore neanche durante il proprio lavoro di domestico, cedendo le dosi di shaboo dal balcone dell'abitazione, tra una faccenda e l'altra. È stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo Roma Centro presso un ospedale della Capitale dove aveva accompagnato l'anziana persona che accudiva ma che era diventato luogo per spacciare la sostanza ai suoi clienti abituali. Dodici i destinatari dell'ordinanza in carcere (una donna è nel frattempo deceduta), portati alle case circondariali di Roma, Firenze, Taranto e Pozzuoli (Napoli), altre 10 persone sono state sottoposte alla misura del divieto di dimora nel Comune di Roma.

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