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Scuole Lazio, è allarme per settembre: 3 mila alunni senza classe

Report della Città Metropolitana: in 30 istituti non ci sono sufficienti spazi e aule

Scuole Lazio, è allarme per settembre: 3 mila alunni senza classe
di Camilla Mozzetti
4 Minuti di Lettura
Martedì 5 Aprile 2022, 00:04 - Ultimo aggiornamento: 15:33

Ecco le scuole di Roma: un colabrodo, se si quantificano solo le risorse che servirebbero - ben 880 milioni di euro - per archiviare la manutenzione straordinaria nelle superiori di città e provincia e ripristinare quella ordinaria. Senza contare poi il “deficit” di spazi - annoso problema che si protrae ormai da anni - e che in vista del prossimo settembre pesa su almeno 30 istituti della Capitale che rischiano di non riuscire ad ospitare quasi 3mila nuovi iscritti. La Città Metropolitana ha iniziato a conteggiare i “disavanzi” che attanagliano le scuole superiori della città e della provincia istituendo un tavolo permanente con Campidoglio e Ufficio scolastico regionale. 

«La situazione non è rosea - spiega il consigliere e delegato alla scuola dell’ex provincia Daniele Parrucci - contiamo oltre 350 istituti superiori, più di 250 sono a Roma gli altri in provincia, e per quanto riguarda la manutenzione ci troviamo a dover operare solo sulla straordinaria essendo scomparsa quella ordinaria per anni di scarsa attenzione». A far di conto, per ripristinare il corretto tipo di interventi, servirebbero risorse «per 880 milioni di euro», prosegue Parrucci. Una boccata di ossigeno arriverà con le risorse del Pnrr e «con il bando “Rigenerazione scuola” - fa di conto il consigliere - che ci permetterà, a fronte di 130 milioni, di intervenire su 170 istituti entro il prossimo settembre». Ma quel che resta un problema di difficile risoluzione riguarda il reperimento degli spazi. Classi ed aule che mancano da tempo e che alla vigilia di ogni nuovo anno scolastico mandano nel panico non solo le famiglie. Con le ultime iscrizioni era esploso il problema del liceo Scientifico Nomentano che aveva dovuto rigettare ben 220 richieste di iscrizione perché, di fatto, mancavano le classi. La soluzione è stata trovata grazie all’utilizzo del primo piano dell’Istituto comprensivo Bruno Munari che sarà attrezzato, dopo alcuni lavori per un importo complessivo di 200mila euro, per ospitare almeno sei classi. Ma non è che per ogni scuola in affanno eccone un’altra pronta a servire su un piatto i locali che mancano. E dunque?

Sos locali

«Da una prima ricognizione che il tavolo permanente ha potuto svolgere - conclude Parrucci - le principali problematiche, relative anche all’exploit che hanno avuto negli ultimi anni i licei scientifici, riguardano il Centro storico, il III e il IX Municipio». Dal cuore di Roma all’Eur in sostanza sono questi i quartieri dove l’assenza di classi si fa sentire di più con il rischio di arrivare poi a settembre a non avere 90 aule (una media di tre per ognuno dei 30 istituti critici) con ripercussioni negative su quasi 3mila studenti. A questo si deve aggiungere poi l’arrivo dei profughi ucraini, la speranza è che nei prossimi mesi i flussi vadano riducendosi in ragione della fine della guerra ma non è scontato. Ad oggi, ha conteggiato proprio il delegato alla Scuola, gli istituti della Capitale (dalle elementari alle superiori) hanno trovato un posto a 480 ragazzi (870 in tutta la Regione) ma ne sono attesi altri cento a cui trovare un posto per proseguire le lezioni. «Noi abbiamo avuto un incontro con Comune e Campidoglio - commenta Mario Rusconi, capo dell’AssoPresidi di Roma - chiedendo agli enti di fornirci una mappatura completa degli spazi disponibili ricorrendo anzitutto a quelle strutture comunali e dell’ex provincia con locali non pienamente utilizzati e usare laddove necessario, come nel caso di Villa Altieri al fianco del liceo Scientifico Newton, spazi o edifici privati da riconvertire all’uso scolastico perché il problema è tutt’altro che marginale». 

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