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Roma, 8 scuole su 10 sono da rifare: infissi e bagni, le emergenze dei licei

Roma, 8 scuole su 10 sono da rifare: infissi e bagni, le emergenze dei licei
di Camilla Mozzetti
4 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Agosto 2022, 06:19 - Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 11:32

Al liceo Scientifico Newton da quattro anni si aspetta l'adeguamento del sistema antincendio, all'alberghiero Vespucci i problemi restano gli stessi da tempo: bagni da ristrutturare, infissi da sostituire. Triste destino quest'ultimo che accomuna più dell'80% delle scuole superiori della Capitale, le finestre fatiscenti con vetri «spessi pochi millimetri - ricorda il capo dell'Asso Presidi di Roma, Mario Rusconi - che nulla possono contro il freddo dell'inverno e il caldo dell'estate», Covid-19 e pandemia a parte. E poi gli scalini delle scale che hanno perso angoli e parti marmoree tanto al liceo Tasso quanto al Virgilio. Si parla e si sogna la scuola del futuro, quella capace di soddisfare l'efficientamento energetico, quella che può contare su spazi esterni curati come fossero giardini all'inglese, ma ad un mese dal suono della prima campanella del nuovo anno scolastico la lista dei problemi atavici non è stata scalfita né sfoltita.

I problemi

Al liceo Kant così come al Darwin l'urgenza riguarda gli infissi ma anche le infiltrazioni che negli anni si sono addensate sui soffitti e che al primo freddo, con l'umidità, torneranno a farsi vedere. Ne sono convinti i collaboratori scolastici chiamati spesso e volentieri a indossare gli abiti degli operai per riparare una maniglia rotta, tagliare del cartone per coprire strappi nei vetri delle finestre, correre con un secchio in mano perché nella palestra di turno, senza coperture nuove al solaio, ci piove dentro. Generalmente è una questione, quella dell'assenza di manutenzione ordinaria che sfocia inevitabilmente nella straordinaria, molto democratica: non solo le scuole superiori sono in sofferenza, versano in condizioni discutibili anche gli istituti comprensivi di tutta la Regione. Caso emblematico a Latina dove l'intero paniere delle problematiche si riassume negli spazi dell'Istituto comprensivo Corradini. Manutenzione palestra, rifacimento spogliatoi, lavori nei bagni, infiltrazioni nei plessi, costruzione promessa da due anni della nuova mensa scuola primaria, adeguamento impianti elettrici: tutto ancora in stand-by. All'Istituto comprensivo via dei Sesami alcune aule sono chiuse da tempo per decreto della presidenza perché inagibili e anche diversi istituti superiori del centro hanno classi inutilizzabili. Ostacoli poi in termini di barriere architettoniche anche per gli studenti disabili che già ogni anno si trovano costretti a fare i conti con l'assenza degli insegnanti di sostegno. «Lo scorso 29 luglio abbiamo incontrato l'amministrazione comunale - spiega Rusconi - non si può pensare di fare tutto in 15 giorni, dalle risposte che ci mandano moltissimi presidi l'estate è trascorsa senza che siano stati svolti interventi necessari e strutturali, non ci risultano lavori a tappeto nelle scuole e restiamo dunque perplessi sulla piena funzionalità degli edifici scolastici».

Solai e impianti

Uno dei pochi interventi svolti nell'estate che si appresta alla fine lo racconta la numero uno dell'Asso Presidi del Lazio Cristina Costarelli: «La Città Metropolitana in queste settimane ha compiuto diverse verifiche sulla stabilità dei solai di molte scuole e questo ci conforta». Tra queste c'è il Righi ma anche il Mamiani eppure il tempo corre veloce e tra le tante resta pure la questione degli impianti di riscaldamento. «Non è prematuro sottoporre il problema», dice una preside. Il motivo? Presto detto: in inverno ogni giorno almeno 80 impianti di riscaldamento sui 1.150 gestiti dal Campidoglio vanno in blocco. Circa il 90% sarebbe da sostituire poiché i guasti, ormai, ma non si riescono a riparare in quanto i pezzi di ricambio in molti casi sono anche usciti dalla produzione.
 

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