Scuola, licei romani occupati in marcia verso il Ministero: «Basta orari scaglionati»

Scuola, licei romani occupati in marcia verso il Ministero: «Basta orari scaglionati»
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Venerdì 17 Dicembre 2021, 09:42 - Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre, 08:54

Studenti in marcia questa mattina verso il ministero dell'Istruzione. Continuano le proteste dei ragazzi dei licei romani occupati che per questa mattina dalle ore 10 alle 14 hanno organizzato un corteo da piazzale di Porta San Paolo fino al largo Bernardino da Feltre, in zona Trastevere, a pochi passi dal Ministero dell'Istruzione e della Ricerca. Gli studenti e le studentesse previste per la protesta sono circa 1400. La manifestazione, per «chiedere una nuova riforma scolastica e per l’eliminazione degli orari scaglionati», è stata richiesta e organizzata dagli studenti e dalle studentesse delle scuole Virgilio, Colonna, Tacito, Socrate, Righi e Manara di Roma. 

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La marcia degli studenti delle scuole romane occupate prevista oggi alle 10 da Piramide al Ministero dell'Istruzione ha esordito questa mattina con raduni e picchetti davanti alle scuole della Capitale, che hanno ostacolato in alcuni casi l'ingresso degli studenti che volevano fare lezione. «Ci impediscono di entrare», denuncia uno studente del Tasso. Poi dopo circa mezz'ora dal suono della campanella grazie all'intervento del personale scolastico è stato aperto un varco e consentito l'ingresso a chi era rimasto bloccato. «Manifestiamo con tutte le scuole che da settembre sono state occupate a Roma per rivendicare un scuola degna - spiega all'Adnkronos uno studente del liceo Righi, davanti al Tasso con il collettivo politico Ludus -. Avevamo chiesto alla questura l'autorizzazione ad un percorso che passasse dalla prefettura - racconta - ma ci è stato negato. Ci accontenteremo di ciò che ci consentono ribadendo la nostra opposizione agli orari scaglionati imposti dalla Prefettura e rivendicando un servizio di trasporti degno di questo nome».

Gli orari scaglionati e l'impossibilità di vivere una vita piena a causa anche del disservizio dei mezzi pubblici sono infatti la rivendicazione in testa alla marcia odierna: «I mezzi pubblici sono un casino - dice lo studente -Non è cambiato nulla nonostante gli orari scaglionati. Semplicemente una cosa è diversa: chi entra alle 9,40 ha la vita rovinata perché si gioca il pomeriggio. I mezzi passano quando capita. Succede per esempio sulla Nomentana che non ce ne siano per 30 minuti e poi all'improvviso ne arrivino 4-5 tutti insieme, con il carico di persone che si riversa sui primi mentre gli altri restano vuoti. Il servizio non è regolare. I tempi di attesa lunghissimi e gli autobus sono strapieni. Ma soprattutto non ci sono certezze». In parole semplici si sa quando si varca la porta di casa, ma si ignora quando si varcherà quella di scuola? «Esatto - risponde il ragazzo - Vanno aumentati mezzi e corse ma soprattutto va garantita una regolarità' del servizio che permetta a tutti di organizzarsi, senza pregare....», conclude il giovane del collettivo Ludus. 

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Sono mesi ormai che gli studenti romani sono in agitazione: sono oltre 50, fra licei e istituti tecnici, gli edifici scolastici occupati. La loro richiesta è quella di ottenere un incontro con il Ministro dell'Istruzione, la Città Metropolitana e la Prefettura di Roma, ma fino ad ora hanno ricevuto la risposta del direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regionale, Rocco Pinneri che si dice aperto al dialogo, ma si è definito contrario i metodi di protesta.

Da alcuni giorni poi molti studenti hanno deciso che l'occupazione della scuola non basta più: nei licei classici Bertrand Russell, ex scuola Guidoni, in via Tuscolana e Plauto, in zona Spinaceto, le proteste si sono spostate sul tetto. 

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