ROMA

Coronavirus, l'infettivologo Cauda: «Bisogna far tornare i ragazzi a scuola senza che sia il cavallo di Troia»

Giovedì 2 Luglio 2020 di Raffaella Troili

Professore Roberto Cauda, infettivologo del Gemelli, la morsa del covid si è allentata.
«Abbiamo focolai distanziati nel tempo, identificati presto, tracciati, trattati. In attesa di un vaccino dobbiamo imparare a convivere con il virus tenendo conto che non è andato incontro a nessuna mutazione. Un miglioramento clinico c’è stato, i casi sono meno impegnativi, meno persone finiscono in rianimazione, il numero di morti seppur inaccettabile scende».
La sensazione è di uno “sbraco” latente.
«Tra 2 settimane vedremo i risultati di oggi, l’effetto rebound non c’è stato, dobbiamo solo aspettarci possibili focolai da tenere sotto controllo». 
C’è voglia di normalità.
«Il virus all’aperto circola meno, temperatura secca e raggi ultravioletti riducono la permanenza sulle superfici. Ma bisogna mantenere le misure anticovid, il mare può dare una mano ma non possiamo ignorare che il virus è ancora qui. Tutti ci auguriamo di esserne fuori ma i focolai sono spie che il virus è sotto traccia, forse ha perso forza, non lo sappiamo».
Intanto, tutti al mare. 
«Scendere con la famiglia sotto l’ombrellone senza mascherina non è un problema. Dipende quanto uno riesce a mantenere un distanziamento sociale inferiore a un metro. Il problema sono i giovani, a loro è chiesto un senso di responsabilità ulteriore».
Hanno perso importanti ore di lezione.
«La scuola è soprattutto in presenza. Parlare di settembre è prematuro, la situazione epidemiologica può essere della più varia natura ma dobbiamo esser pronti a lezioni in presenza. Vedersi in faccia è un’altra cosa. Bisogna proteggere tutto quel che ruota intorno, famiglie, nonni, la scuola potrebbe essere il cavallo di Troia del coronavirus. Ma credo che anche lei ripartirà come è stato giusto riaprire una nazione».

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