ROMA

Rom a scuola, flop del piano: «Soltanto in 3 alle superiori»

Domenica 29 Settembre 2019 di Camilla Mozzetti

Due milioni di euro l'anno, spiccio più spiccio meno, spesi in media dal Campidoglio per garantire la scolarizzazione dei bambini nomadi che vivono nei campi ancora autorizzati e trovarsi poi a fare i conti con un dato allarmante: nel 2018 appena 3 ragazzi frequentavano un istituto superiore. In migliaia risultato regolarmente iscritti ma pochissimi ogni giorno varcano l'ingresso di una classe.
Sono numeri allarmanti quelli diffusi dai funzionari dell'ufficio rom, sinti e caminanti di Roma Capitale nel corso di una commissione Politiche sociali che lo scorso 6 agosto con un verbale che è stato poi licenziato dopo oltre un mese ha evidenziato un problema quasi atavico che sembra non conoscere soluzione. Se non mancano le iscrizioni dei bimbi nomadi nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado anche se sono notevolmente diminuite rispetto agli anni scorsi a fronte di una popolazione infantile che è rimasta quasi invariata c'è un livello di dispersione che fa venire i brividi e sembra vanificare tutti gli sforzi economici sostenuti dall'amministrazione.

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I NUMERI
Partiamo dai numeri su chi risulta iscritto in una delle scuole di Roma, sia essa una materna, un elementare o una scuola media. «Nell'anno scolastico 2018/2019 spiega uno dei funzionari dell'ufficio di scopo capitolino nelle scuole di diverso ordine e grado i minori rom sono 1.426 di cui solo 3 frequentanti le scuole superiori». Un dato che lo stesso funzionario capitolino non ha esitato a definire «preoccupante». Secondo le stime ogni giorno a non entrare a scuola è un bambino su due e la frequenza media non supera il 15%.
Nel corso degli anni poi i numeri sulle iscrizioni sono gradualmente diminuiti. Sei anni fa anno scolastico 2013/2014 i bimbi nomadi iscritti a scuola erano 2.040. L'anno successivo erano già scesi a 1.913, nel 2015/2016 si erano fermati a 1.785 mentre nel 2017/2018 sempre secondo i dati ufficiali diffusi nel corso della commissione si era raggiunta la soglia di 1.339 iscritti. Le diminuzioni, tuttavia, non sono state accompagnate da una riduzione di minori. Nel campo della Barbuta tanto per citare uno degli insediamenti che il Comune punta a chiudere entro il 2020 il censimento ha contato 425 persone di cui 230 sono minori. In questo campo, all'avvio del progetto per il superamento, circa il 30% dei bambini non risultata iscritto a scuola. Alla Monachina su 91 individui 36 sono bambini. I dati, ovviamente, tengono in considerazione i campi autorizzati mentre c'è un altro mondo fatto di insediamenti abusivi che esce dal controllo dell'amministrazione e nascono e vivono tanti altri bambini.
 

IL DIVARIO
A detta del direttore accoglienza e inclusione del dipartimento Politiche sociali e dirigente ad interim dell'ufficio di scopo rom, sinti e caminanti, Claudio Zagari, in merito alla «scolarizzazione c'è un divario tra le iscrizioni e l'effettiva frequenza». Bambini che non prendono il pulmino per andare a scuola, genitori che non si preoccupano di accompagnarli. E cosa fa il Comune oltre a investire risorse per garantire annualmente i progetti di scolarizzazione e inclusione? L'associazione 21 luglio ha contato 27 milioni di euro spesi dal 2002 al 2015 per la scolarizzazione dei bimbi rom e sinti. E ora la scelta operativa per colmare il gap tra iscrizioni e frequenza con contempla né piani né progetti particolari quanto più quella di «responsabilizzare spiegano ancora dall'ufficio rom i genitori e coinvolgerli maggiormente nel processo di scolarizzazione».
 

Ultimo aggiornamento: 09:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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