Scuola, il Comune di Roma assume 600 nuovi insegnanti per i nidi e le materne

Entro settembre il primo innesto di 200 educatrici per i più piccoli. Nei primi mesi 2023 l’organico sarà stabilizzato con altri 400 maestre

Scuola, il Comune di Roma assume 600 nuovi insegnanti per i nidi e le materne
di Camilla Mozzetti
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Lunedì 5 Settembre 2022, 22:43

Più insegnanti a tempo indeterminato per i nidi e le scuole di infanzia di Roma Capitale. È questo l’impegno assunto dall’amministrazione comunale tramite una memoria di giunta approvata alla fine di luglio. L’impegno è chiaro: garantire una presenza di educatrici ed insegnanti funzionale ai piccoli da seguire. Perché dopo due anni di pandemia, i problemi scaturiti dalle misure per mantenere le distanze, le assenze che anche nel comparto scolastico si sono registrate per i contagi o le vaccinazioni non eseguite, c’è tutto un comparto da ripensare. Ma soprattutto da stabilizzare. 

I NUMERI

Così, entro il mese di settembre ci sarà un nuovo “innesto” di personale: il Campidoglio ha dato mandato agli uffici di procedere con l’assunzione a tempo indeterminato di 200 educatrici per i nidi della città a cui si aggiungeranno altre 400 insegnanti da stabilizzare nei primi mesi del 2023 per le scuole di infanzia. «L’avvio dell’anno scolastico 2022/2023 - si legge nella memoria - è connotato da un lato dal venir meno dello stato emergenziale e quindi dell’esigenza di mantenimento dei gruppi stabili; dall’altro dalla necessità di metter mano ad una serie di correttivi rispetto a soluzioni e modelli organizzativi adottati nella fase pandemica, che pur a fronte di un notevole incremento di spesa, non hanno prodotto risultati attesi in termini di efficacia e adeguatezza». In sostanza nei due anni appena trascorsi ed escluso il periodo di lockdown, nonostante fosse stato introdotto un potenziamento dell’organico con circa 600 insegnanti assunte a tempo determinato al 75% anche sul fronte delle supplenze non si è riusciti a garantire la presenza a pieno regime. E questo in ragione del fatto che il potenziamento introdotto non a tempo pieno era collegato al limite dei 10 giorni per l’avvio delle supplenze. 

LA SPESA

Ne è dunque conseguita una semplice riflessione: si è speso di più per avere difficoltà a colmare le emergenze, anche giornaliere, e allora l’amministrazione che avrebbe comunque dovuto rimodulare il piano finita l’emergenza sanitaria, ha deciso il cambio di passo. Oltre alla stabilizzazione delle complessive 600 figure, in riferimento alla scuola di infanzia, verrà ripristinato il ricorso alla supplenza nei casi di assenza delle insegnanti «per l’intera durata dell’assenza stessa - si legge ancora nella memoria di giunta - e con la stessa modalità oraria del personale assente (full-time su full-time e part-time su part-time). Verrà poi istituito un “contingente” aggiuntivo di personale per ambito scolastico, che possa garantire tempestivamente la copertura delle assenze giornaliere o delle supplenze molto brevi (con durata inferiore ai tre giorni). E questo per evitare che possano crearsi dei “buchi” anche giornalieri in una o più classi, dal momento che solo nelle scuole di infanzia rientreranno più di 50 mila bambini.

 

LE GARANZIE

Per questo gruppo l’amministrazione prevede contratti annuali a tempo determinato non più con incarico al 75% ma al 100%. Si torna poi ai nidi (più di 200 le strutture disseminate nella Capitale) in cui dovranno essere garantite 13 unità standard prevedendo inoltre l’attivazione immediata della supplenza se il rapporto educatore-bambino superi l’1 a 7. C’è poi il capitolo dell’organico per l’inclusione alla disabilità con l’impegno di garantire la presenza per tutto l’orario di frequenza delle scuole dell’infanzia di un insegnante per l’inclusione in ogni sezione in cui sia presente anche solo un alunno o un alunna con disabilità. 

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