Pomezia, scritte antisemite e svastiche davanti a due scuole: «Calpesta l'ebreo»

Mercoledì 12 Febbraio 2020
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Pomezia, scritte antisemite davanti a due scuole: «Calpesta l'ebreo»

«Calpesta l'ebreo» e «Anna Frank brucia», accompagnate da varie svastiche e croci celtiche. E ancora: «Parlateci delle Foibe». Queste le scritte apparse agli occhi stupiti di docenti e studenti che stamane entravano a scuola al liceo Pascal e all'Ipsia di largo Brodolini di Pomezia, comune della città metropolitana di Roma, che conta oltre 60 mila abitanti. Entrambe le scuole sono impegnate con varie iniziative sulla Shoah: per la giornata di oggi l'Istituto Brodolini aveva organizzato da tempo un incontro che ha visto ospite Gabriele Sonnino, scampato al rastrellamento del ghetto di Roma, mentre al Pascal nei giorni scorsi si è svolta una iniziativa sulla Memoria. Dopo lo sbigottimento iniziale i ragazzi non si sono fatti intimidire ed hanno reagito esponendo vari cartelloni con le scritte «Il fascismo non è un'opinione» e «Non esistono razze superiori».

​ Nel pomeriggio si è svolto un comitato studentesco al liceo di Pomezia nel corso del quale è emersa l'idea di dare vita ad un murales ispirato alla pace da realizzare nello stesso punto dove sono spuntate le scritte antisemite. Gli studenti hanno realizzato una catena umana all'uscita dalla scuola per protestare contro l'antisemitismo. Sabato è prevista una manifestazione contro l'odio, che si terrà forse in piazza dell'Indipendenza, promossa dalla Rete degli Studenti Medi. Nel pomeriggio intanto le scritte sono state rimosse dagli addetti del Comune. «È per noi assolutamente inaccettabile una simile vergogna», ha commentato preside del Liceo Blaise Pascal, la professoressa Laura Virli, spiegando che studenti e docenti «rabbrividiscono sdegnati» per quanto accaduto. 

«È vergognoso quello che è successo, lo considero un attacco alla scuola e al suo ruolo educativo. Razzismo e antisemitismo non entreranno mai a scuola», ha subito dichiarato la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina. Parole di condanna e speranza di individuare i colpevoli sono stati espressi dal vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo e dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi. A Pomezia è andata la viceministra dell'Istruzione Anna Ascani che ha preso parte alle iniziative organizzate per approfondire le questioni relative all'Olocausto. Anche l'assessore regionale alla scuola, Claudio Di Berardino, è arrivato sul posto ed ha lodato la reazione degli studenti. 
 

Quanto avvenuto è un episodio «ancora più grave in quanto viola la sacralità di un luogo di istruzione. Scritte vili, segno di una violenza che diventa sempre più palese e arrogante. Non basta più una risposta solo culturale, serve intervenire per reprimere. Non ci lasciamo intimidire, continueremo ad andare nelle scuole a tramandare la memoria», ha detto all'ANSA la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello. Il fascismo «oggi tenta di rialzare la testa approfittando della crisi economica, culturale e sociale che attanaglia il nostro Paese, ma sarà nuovamente sconfitto», ha commentato il comitato provinciale dell'Anpi di Roma. Intanto sono al vaglio dei carabinieri di Pomezia eventuali registrazioni di telecamere che potrebbero aver ripreso i responsabili. 
 

 

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Alcuni giorni fa sempre a Pomezia era stata imbrattata una lapide dedicata ai martiri delle foibe su cui era stato scritto con vernice spray «Fasci appesi» con accanto falce e martello e il simbolo dell'anarchia. E in serata l'Unar, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, ha reso noto di aver aperto una propria istruttoria sulla scritta antisemita «vile ebreo» rinvenuta ieri sera sul muro di cinta dell'impianto della Polisportiva Montespaccato di Roma, firmata Ultras Tivoli ed indirizzata al presidente Massimiliano Monnanni. Per il direttore dell'Unar, Triantafillos Loukarelis, è «in atto un'escalation da parte di gruppi organizzati. Lo Stato intervenga per sgominare questi gruppi organizzati».

Ultimo aggiornamento: 19:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA