Santa Severa Amarcord, 42 amici scrivono un libro di ricordi sull'Estate infinita al mare

Mercoledì 4 Settembre 2019 di Laura Larcan
Santa Severa Amarcord, 42 amici scrivono un libro di ricordi sull'estate al mare
Quando le vacanze estive duravano quattro mesi, stessa spiaggia stesso mare, quello di Santa Severa. Niente cellulari né Playstation, solo comitiva. Il massimo della trasgressione era attraversare l'Aurelia. Poi c'erano tornei di calcetto, cacce al tesoro, gite in treno. Un'estate infinita, proprio come il titolo di un libro speciale che nasce come progetto letterario stile amarcord di sette amici, che ne hanno coinvolti altri trentacinque. La presentazione, ieri sera, a Santa Severa, nella rotonda sul mare di viale del Tirreno, è stata una festa dei ricordi, tra parole, memorie scritte, fotografie, persino un cortometraggio girato dagli stessi autori. Un'estate infinita (Edizioni Marchesi Grafiche) è una raccolta di ricordi di 42 persone cresciute insieme.




«L'idea mi è venuta per far conoscere quello che facevamo a Santa Severa, perché la nostra estate era diversa - spiega Marina Formica ideatrice del libro - Oggi ho 60 anni e mi rendo conto di come i divertimenti all'epoca avevano tutto un altro spirito, un'altra fantasia. Uno ne parla, cerca di farlo capire ai figli, ma non basta. Così la scrittura ci ha aiutato. Ho condiviso l'idea con sette amici e insieme abbiamo chiesto il contributo a tutti gli altri. I racconti autobiografici vogliono far rivivere le emozioni di una comitiva che in fondo non si è mai lasciata». L'appuntamento al mare di Santa Severa era una tappa di vita. I racconti evocano ricordi di autori che oggi hanno 70 anni e di amici più giovani sessantenni.

IL FATTORE TEMPO
La raccolta di emozioni, come la chiama Marina, seguono il fil rouge dei quattro mesi a Santa Severa, la pausa dalla scuola. «Da giugno ci trasferivamo tutti a Santa Severa, avevamo la fortuna di una seconda casa vacanze di famiglia. E qui volevamo trascorrere tutta l'estate, guai ad allontanarci, temevamo sempre di perderci qualcosa». Le gite a Tolfa a raccogliere le more, le avventure nei luoghi proibiti dai genitori, le cacce al tesoro, le olimpiadi del mare tra gli stabilimenti. E ancora, i tornei di calcetto che raccoglievano squadre da tutto il litorale, il viaggio in treno fino a Latina a vedere il mercato americano, i mercatini artigianali dove vendevano braccialetti e collanine fatte in casa. «Oggi sono cambiate le abitudine, le estati sono più corte, i ragazzi si divertono in altri modi - riflette Marina - Ma noi abbiamo festeggiato i 50 anni di amicizia, e può essere un esempio per i nostri figli».
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