ROMA

Salva-Roma, dai nidi alla manutenzione stradale: tutti i servizi a rischio per la Capitale

Mercoledì 5 Giugno 2019 di Stefania Piras
Salva-Roma, dai nidi alla manutenzione stradale: tutti i servizi a rischio per la Capitale

Sarà come decidere per il fallimento scientifico della Capitale. Se non viene approvato il Salva-Roma «sarà un salasso per tutti gli italiani e poi per i romani», commenta senza tanti giri di parole il delegato al bilancio della città Gianni Lemmetti. Il Salva-Roma permette di tenere in equilibrio i conti e di programmare un rilancio. Senza questa norma, che è a costo zero, ci sarebbe una crisi di liquidità della gestione commissariale che dal 2022 non sarebbe più in grado di ripagare i debiti con effetti molto negativi: Roma Capitale dovrebbe anticipare tutte le risorse mancanti, non si potrebbe ridurre l’Irpef, sarebbe impossibile rinegoziare i mutui con le banche e che attualmente hanno tassi altissimi. Se al contrario passa il Salva Roma si libererebbero 2,5 miliardi di euro di investimenti per la città. Ma nel concreto, se non si approva l’immagine plastica è quella dei servizi già precari che peggioreranno ancora. Si pensi agli autobus vecchi ancora più vecchi perché la flotta attualmente a disposizione ha un’età media che supera i dodici anni, e dal 2022 è necessario dotarsi di autobus nuovi e più sostenibili.

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GLI ASILI NIDO
Poi si pensi agli asili nido che rimarranno chiusi, alle scuole senza manutenzione o adeguamenti anti incendio e anti sismici, strade dissestate che rimarranno tali o diventeranno peggiori. Insomma, un disastro. Ma perché lo chiamano salasso? Perché aumenteranno le tasse. Per tutti. I soldi incassati con l’Irpef dei romani, con il contributo dello Stato e con le tasse aeroportuali, dal 2022 non basteranno più a saldare le rate dei mutui in scadenza. Il taglio annuale al Bilancio di 150 milioni di euro imporrà scelte, e quindi tagli da lacrime e sangue. Si arriverebbe a non avere alcuna agibilità finanziaria non solo nella programmazione e nell’implementazione dei servizi a lungo termine, ma ci sarebbe il blocco di quelli ordinari. La paralisi, e quindi il default. Il crollo si manifesterà con il blocco delle manutenzioni. Su qualsiasi settore che ha bisogno di una cura costante nel tempo si abbatterà la scure. E quindi, appunto, i trasporti, le scuole. Nel dettaglio: la manutenzione per oltre mille plessi gestiti direttamente dal Comune, e poi la manutenzione stradale. Si tratta di ambiti di intervento vitali e che avevano bisogno di un poderoso rilancio. Parliamo della manutenzione ordinaria, neanche di quella straordinaria che in tempi grami gli amministratori accantonano in attesa di periodi più floridi. Senza Salva Roma salta la cura di almeno cinquanta chilometri di strade che sarebbero letteralmente abbandonate.

I DANNI AUTOMOBILISTICI
Ed è controproducente anche per l’ente Comune di Roma che verrà subissato di richieste di risarcimenti già ora parecchie e onerose. La spesa dei rimborsi erogata per conto del Campidoglio nel 2017, ad esempio, aveva raggiunto i 7 milioni di euro ed era raddoppiata nel 2018, dove si è arrivati a una stima di 13 milioni da risarcire per circa 4.500 sinistri. Le cifre si moltiplicherebbero mandando in tilt i conti già molto precari.

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