Salute, open day per screening e visite nelle Asl: il piano della Regione per i malati non Covid in attesa di interventi

Salute, open day per screening e visite nelle Asl: il piano della regione per i malati non Covid in attesa di interventi
di Francesco Pacifico
4 Minuti di Lettura
Giovedì 22 Aprile 2021, 00:33 - Ultimo aggiornamento: 00:36

Open day per visite e screening gratuiti, monitoraggio sui pazienti che ritardano i controlli (anche sollecitandoli e facendoli chiamare a casa dai Cup) e più letti negli ospedali per le patologie no Covid, nel tentativo di accelerare l’attività chirurgica. E di recuperare il tempo perduto. La curva della pandemia - ancora pericolosamente stabile intorno a mille nuovi contagiati al giorno - spinge la Regione e le autorità sanitarie a dare una stretta sulle liste d’attesa e a tirare un po’ il fiato verso l’assistenza Covid. E tanto basta per aprire degli spazi, non soltanto in senso metaforico, per venire incontro anche a chi non si è ammalato di coronavirus e ha smesso di curarsi.

I numeri 

Anche perché nel 2020 i pazienti più fragili e anziani non sono morti soltanto per il Covid: stando alle rilevazioni Istat lo scorso anno, rispetto a quello precedente, si sono avuti 1.783 decessi in più dovuti a patologie gestibili come infarti e ictus. E questo perché da un lato molta gente ha deciso di non andare in ospedale e negli studi degli specialisti per paura di contagiarsi, mentre, dall’altro, le esigenze portate dal Covid hanno spinto i nosocomi a ridurre gli accessi per chi è affetto da altre malattie. In quest’ottica sta portando avanti importanti progetti piloti la Asl 3 guidata da Marta Branca. Il 2 e il 9 maggio, per esempio, l’azienda sanitaria organizzerà degli Open a Ostia, a Fiumicino e nel presidio di via Ramazzini per effettuare visite ed esami per screening alla cervice uterina, al colon retto, all’apparato mammario e al cavo orale e salivare. A giugno le stesse giornate dovrebbero essere ripetute in altri territori. Sempre la Roma 3 sta facendo un monitoraggio sulle prestazioni in attesa, mentre nella Roma 2si stanno chiamando a casa i pazienti per sollecitarli a fissare un appuntamento. La stessa Asl, invece, da mesi ha concentrato le attività no Covid in specifici ambulatori di ospedali e casa salute, ha potenziato gli orari e i turni dei medici. Ma la Regione, per rispondere a questo deficit di assistenza, vuole incentivare i cosiddetti ambulatori post Covid, in teoria non aperti soltanto a chi si è contagiato, ma destinato a una serie di patologie che vanno ben oltre quelle di natura polmonare.

Il deficit

L’altro nodo, come detto, è quello delle chirurgie, rallentate soprattutto il mese scorso, dopo che la Direzione sanitaria ha chiesto ai vertici degli ospedali di recuperare posti letti e reparti per le cure Covid. La prossima settimana, visto la “stasi” della curva Covid (è alta ma non supera i livelli di guardia), la Regione ha già deciso di riaprire una decina di reparti per recuperare almeno una centinaia di postazioni destinati alle altre patologie. A gennaio gli interventi chirurgici e le visite di controllo rinviate perché ritenute non prioritarie erano 1,3 milioni. Una cifra monstre.

Video

I tentativi

Nei primi mesi dell’anno si è provato a dare una sterzata in senso contrario, anche sfruttando l’alleggerimento dei contagi dopo il Natale in zona rossa e spostando le operazioni di non elezione nelle cliniche convenzionate. Sul primo fronte è arrivata poco dopo la terza ondata (di fatto tutt’ora in corso), sull’altro sono stati pochi i privati a mettere a disposizione le loro sale operatorie. E le cose sono peggiorate nell’ultimo mese, come detto, con la chiusura di alcuni reparti. Risultato, le liste d’attesa parlano di oltre 800mila prestazioni da smaltire, che riguardano oltre 600mila persone . 

© RIPRODUZIONE RISERVATA