Ruberti, la guerra delle correnti Pd dietro le minacce dell'ex capo di Gabinetto del Campidoglio

Al centro dello scontro il candidato alla Regione e la sorte della compagna.

Ruberti, la guerra delle correnti Pd dietro le minacce dell'ex capo di Gabinetto del Campidoglio
di Giovanni Del Giaccio e Pierfederico Pernarella
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Sabato 27 Agosto 2022, 00:07 - Ultimo aggiornamento: 08:48

«Mauro, ti voglio bene». Scatta l’abbraccio tra Francesco De Angelis, il plenipotenziario del Pd di Frosinone, e Mauro Buschini, consigliere regionale. È il 18 maggio scorso, la campagna per le amministrative è in pieno svolgimento ma si guarda già alle regionali del 2023. E la “guerra” di questi giorni, scoppiata ufficialmente dopo il caso del video della lite tra Albino Ruberti e Vladimiro De Angelis, fratello del “Cannibale” come viene definito Francesco, era già iniziata. Questione di equilibri interni al Pd, di correnti, scelte sul futuro presidente della Regione. Buschini organizza un evento a Patrica, Villa Ecetra è piena, si parla di mille persone.

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Sindaci, amministratori, amici, e anche Sara Battisti, compagna di Albino Ruberti ed eletta alla Regione nel 2018 in “ticket” con Buschini. Al quale il partito, da Roma, avrebbe chiesto un passo indietro dopo il caso Allumiere, vicenda che però l’ha visto uscire indenne, dopo essersi comunque dimesso da presidente del Consiglio regionale. Lui, invece, ne fa uno in avanti e invita a quella serata anche Daniele Leodori, pronto a sfidare Alessio D’Amato alle primarie per il dopo Zingaretti. Le chat interne sono roventi, a scrivere che la presenza di Leodori non era gradita è proprio Ruberti. Il quale dice che da quel momento in poi penserà solo a Sara e che loro, se vogliono, parlassero «con Zingaretti, Leodori e Buschini».

La Battisti quella sera interviene e ricorda le divergenze di vedute «con Mauro abbiamo avuto opinioni diverse, ma non ci siamo mai separati». Lo aveva appena sottolineato De Angelis, uno capace con il suo “Pensare democratico” di raccogliere consensi oltre il 90% ai congressi del partito in Ciociaria: «Chi voleva la squadra spaccata, ha sbagliato di grosso». Ma la cosa non è gradita, perché se il Pd dovesse perdere consensi ed eleggere a Frosinone un solo consigliere c’è chi vorrebbe la Battisti. E perché gli avversari politici all’interno del Pd per le regionali vogliono puntare sul nome di Enrico Gasbarra, senza passare per le primarie. Tra questi c’è Claudio Mancini, deputato originario di Picinisco ma molto potente su Roma, “regista” dell’operazione Gualtieri sindaco, e pronto a puntare su Gasbarra. E, si dice, persino fautore dello spostamento di Ruberti da capo di gabinetto di Zingaretti - ormai a fine mandato - a quello del sindaco. L’8 giugno De Angelis, Buschini e Battisti sono al Laghetto dell’Eur, dove Leodori ufficializza la sua sfida. Si vota a Frosinone, poi cade il governo, Francesco De Angelis è indicato dal partito frusinate per la Camera. Si leva qualche voce contraria solo nel cassinate, ma da Roma decidono che il “Cannibale” vada al terzo posto su un collegio della Capitale. Eleggibile, ma anche no. Un segnale preciso.

«Tre minuti dopo aver firmato l’accettazione della candidatura - si lascia sfuggire Francesco De Angelis - è cominciato a circolare il video, ho capito che era una trappola. Dopo la pubblicazione, ho rinunciato, ma adesso basta, non siamo la rovina del partito né del territorio». Quel siamo è riferito anche al fratello Vladimiro, la ricostruzione della cena con lite immortalata - l’1 giugno - vuole che dica «me te compro» a Ruberti dopo che questi, discutendo con Adriano Lampazzi sindaco di Giuliano di Roma che prometteva di non votare la Battisti ha detto «vi rovino». Era iniziata per il calcio, è finita all’attenzione della magistratura e non bastano le scuse reciproche che escono sempre da chat interne. La Procura ha acquisito le polizze che la Asl di Frosinone ha stipulato con l’agenzia di De Angelis che rappresenta la Unipol in provincia, ma ha puntato anche su altri contratti con enti pubblici.


LE REAZIONI
Da più parti Fratelli d’Italia parla di “Suburra” del Pd romano e chiede sia al sindaco Gualtieri sia al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, di chiarire cosa è realmente accaduto per arrivare alle dimissioni di Ruberti. «Siamo pronti a convocare urgentemente una Commissione trasparenza in cui inviteremo il sindaco Gualtieri e i responsabili dell’amministrazione capitolina. Nessuno è disposto a credere che il tutto sia ascrivibile ad una banale discussione calcistica: chiederemo delucidazioni e chiarimenti per valutare se non ci siano state ingerenze illecite», tuona Andrea De Priamo, consigliere romano di Fdi. E la maggioranza a sostegno del primo cittadino gli risponde: «Non si pieghi un organo istituzionale come la Commissione trasparenza di Roma Capitale a bieche strumentalizzazioni per fini elettorali». 

 

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