Roma, “ruba” i due figli alla moglie, condannato. Tolta la patria potestà

Lunedì 9 Dicembre 2019 di di Giuseppe Scarpa


«Se il telefonino non prende è perché ho la batteria scarica, stai tranquilla». Con questo escamotage Lofty Hassan, 43 anni, ha portato i figli, avuti con la moglie italiana, in Egitto. Per quattro ore il cellulare è rimasto muto. Un silenzio che all'inizio ha generato sospetto e infine è diventato dramma: «I ragazzi sono con me in Egitto, tu vai a quel... ». Ha avuto inizio così una vicenda intricata che alla fine si è risolta nel migliore dei modi. La madre ha riabbracciato i suoi due piccoli a cui ha cambiato il cognome mentre il padre è stato condannato a due anni di reclusione per sottrazione di minori e ha perso la patria potestà.

Ma andiamo con ordine. Il matrimonio tra i due va subito male. L'uomo conosciuto in Egitto durante una vacanza si rivela estremamente violento. Le botte sono all'ordine del giorno. La moglie evita di denunciarlo. La speranza, dal momento che hanno due figli, è che il compagno possa rinsavire. Tuttavia il consorte non cambia atteggiamento. Anzi nell'ultimo periodo i suoi lati negativi non fanno che accentuarsi. Si licenzia perfino dalla macelleria in cui lavora. Il matrimonio è ormai agli sgoccioli. Ma l'epilogo drammatico non è contemplato dalla donna che forse vede nella separazione la fine dell'incubo. Invece la relazione con quell'uomo le regala l'ennesimo dispiacere. Forse il più grande.

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Comunica alla moglie di voler andare a cenare con i figli. Lei acconsente. Lui inventa la scusa del telefonino scarico e si precipita con la prole all'aeroporto di Fiumicino. Si imbarca su un aereo che fa rotta verso Il Cairo. Quando la moglie capisce tutto è ormai tardi. Da qui iniziano 4 mesi interminabili. La madre è disperata. I parenti egiziani di Lofty Hassan lo isolano. Un gesto non da poco. Il 43enne si sente in trappola. In Italia rischierebbe l'arresto mentre in patria i familiari lo criticano. Decide allora di riaccompagnarli a Roma. Abbandona i due figli nell'area transiti dell'aeroporto e poi riprende in fretta e furia un volo per rientrare a casa. Dall'agosto del 2014 sono passati più di 5 anni. Pochi giorni fa l'uomo ha incassato una condanna a due anni di carcere. «Dobbiamo ringraziare la zia e la nonna egiziane dei ragazzi - spiega l'avvocato di parte civile, Francesco Maria Cardosi - Si sono rifiutate di aiutare un delinquente, anche per questo i ragazzi sono riusciti a riunirsi alla madre».

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