ROMA

Romanina, ultimatum ai rom: «Sgombero entro settembre»

Sabato 17 Agosto 2019 di di Pier Paolo Filippi
Il campo rom di via Schiavonetti

Dopo 11 anni di permanenza temporanea, sarà smantellato agli inizi del prossimo mese il campo nomadi di viale Schiavonetti alla Romanina. Il Campidoglio, infatti, il 9 agosto ha consegnato ai Rom un ultimatum ordinando loro di liberare l'area entro il termine del 6 settembre, ed è determinato a liberare l'area con le buone o con le cattive. Come si legge nella determina firmata il 7 agosto dal responsabile dell'Ufficio speciale per i Rom di Roma capitale, infatti, «la mancata ottemperanza nei termini stabiliti, comporterà l'allontanamento coattivo di tutte le persone presenti nell'insediamento con l'impiego della forza pubblica». Chi non si adeguerà, specifica ancora il provvedimento, sarà perseguito penalmente. Nell'insediamento, composto di poche roulotte, vivono un centinaio di persone. La notizia dello sgombero è stata accolta dei residenti e dai commercianti della zona come una liberazione.

L'arrivo dei nomadi, provenienti da un insediamento in via del Porto Fluviale all'Ostiense, è datato infatti ottobre 2008. All'inizio dell'autunno erano stati spostati nel quartiere Nuova Tor Vergata, poi in via Salamanca nei pressi della seconda università, infine in seguito a pressioni esercitate dallo stesso ateneo, i nomadi erano stati sistemati in un'area di parcheggio situata in via Schiavonetti, dove giorno dopo giorno quella che doveva essere una soluzione provvisoria è diventata pressoché definitiva. Tanto che tra i residenti del quartiere c'è anche incredulità. «Non ci credo finché non li vedo andare via - dice Antonio, un 20enne che abita nei palazzi limitrofi - Quando sono arrivato ero un bambino, ormai fanno parte del paesaggio, ma certo la convivenza qui è sempre stata difficile». Furti, borseggi, piccole truffe, traffico di automobili di dubbia provenienza: è lungo l'elenco dei problemi vissuti dai cittadini in questi anni a causa dei nomadi.

«Prendono di mira soprattutto gli anziani che vanno a fare la spesa al centro commerciale - racconta Giovanni, un 50enne che abita vicino al campo - Non solo con scippi, ma anche attraverso raggiri come l'ormai celebre truffa dello specchietto. E gli anziani, spesso intimoriti, preferiscono versare questo obolo piuttosto che avere problemi maggiori».
Tra i più contenti ci sono gli operatori del limitrofo centro commerciale. «Non si sa quanti clienti ci hanno fatto perdere, specialmente quelli che lavorano negli uffici - spiega un giovane che lavora al banco di una caffetteria - Prima nella pausa pranzo gli impiegati venivano sempre qui, poi da quando sono arrivati i Rom, visto che devono passare accanto al loro campo per arrivare qui, hanno rinunciato per non dover sottostare allo loro continue richieste di soldi, quando non ai borseggi e ai tentativi di truffa». Dal 6 settembre, però, tutto questo dovrebbe diventare solo un lontano ricordo. Che fine faranno però i nomadi non è dato sapere. Come specifica il provvedimento, le misure a sostegno degli abitanti dei campi, come i contributi per l'alloggio, non si applicano agli insediamenti tollerati come appunto quello di viale Schiavonetti.
 

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