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Roma, violenza choc nel B&B per una diciassettenne: in manette due libici

La vittima, lo scorso luglio, è stata adescata in un locale vicino al Colosseo. «Mi sono fidata, erano vestiti bene ed erano gentili»

Roma, violenza choc nel B&B per una diciassettenne: in manette due libici
di Marco De Risi e Raffaella Troili
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 6 Aprile 2022, 22:30

Si è fidata di un amicizia nata di notte. Ed è stata vittima di un incubo, una violenza carnale di gruppo: nel luglio del 2021 una 17enne romana è stata stuprata da due libici di 30 anni per tutta la notte in un B&B in zona Celio, vicino al Colosseo. La giovane era in un locale affollato di via San Giovanni in Laterano in compagnia di alcuni suoi amici quando è stata avvicinata dai due. Con uno in particolare ha stretto amicizia. «Mi ha fatto un’ottima impressione, era vestito bene e gentile nei modi». I due escono, fanno una passeggiata, lui la porta sotto la pensione dove alloggia e con una scusa le dice di essersi dimenticato una cosa su e che lei poteva salire con lui e poi sarebbero subito usciti. Ma non è stato così. Nel B&B c’era il complice ad attenderla. I due le hanno fatto spegnere immediatamente il telefono e l’hanno stuprata per ore. «Sono stata costretta ad assecondarli. Quei due hanno abusato di me con la forza». La ragazza è stata liberata verso l’alba. Quando è riuscita a riaccendere il cellulare, è stata raggiunta dalle telefonate degli amici che si erano preoccupati.

Violenza choc nel B&B per una diciassettenne

La ragazza in lacrime, disperata, umiliata, raggiunta nei pressi di una stazione ferroviaria, ha spiegato loro l’incubo che aveva vissuto: abusata tutta la notte dai due libici. Poi ha trovato la forza di denunciare i due alla polizia. Portata in ospedale, i medici hanno riscontrato le violenze subite. In un primo passaggio si sono occupati di lei gli agenti del commissariato Celio. Poi, le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, sono passate alla quarta sezione della Squadra Mobile che si occupa di violenze. Sono state trovate le prove ed è scattata un’ordinanza di custodia cautelare.

Le indagini

I gravi indizi di colpevolezza a carico dei due indagati, emersi grazie ad alcune testimonianze e ad alcuni riscontri oggettivi, hanno permesso alla procura di chiedere ed ottenere dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma un’ordinanza di custodia cautelare. Il primo dei 2 uomini è stato rintracciato venerdì scorso, il secondo lunedì mattina: entrambi, dopo la notifica dell’ordinanza, sono stati condotti in carcere a disposizione della magistratura: si tratta appunto di due libici, A.J. e A.J. entrambi rifugiati politici, che vivono nella capitale, si arrangiano, non hanno un’occupazione. Nei giorni scorsi cinque minori sono stati accusati di violenza di gruppo su una 14enne, tre collocati in comunità, due non imputabili perché under 14. In quel caso una serata tranquilla, a tre giorni dal Natale, da trascorrere assieme agli amici si è trasformata in un incubo per una ragazzina di appena 14 anni vittima di un branco di sconosciuti, tutti minorenni, che l’hanno avvicinata, accerchiata e molestata. Nei confronti di tre minori, due 15enni e un 16enne, i carabinieri della Stazione Eur, coordinati dalla procura minorile, hanno eseguito una ordinanza di collocamento in comunità. Per gli altri due, minori di 14 anni, non è scattato alcun provvedimento.

Il racconto

La ragazzina ha raccontato che la sera del 22 dicembre scorso, mentre stava aspettando degli amici, si sono avvicinati i cinque che, dopo pesanti apprezzamenti a sfondo sessuale, la hanno accerchiata, aggredita, uno l’ha trascinata in una zona poco illuminata. Lì il gruppo ha continuato con le molestie, sempre più pesanti. La ragazzina, disperata ha iniziato a urlare attirando l’attenzione di due ragazzi che subito sono intervenuti. I cinque però li hanno aggrediti con calci e pugni. In quel frangente una pattuglia dei carabinieri si è accorta dell’accaduto e ha messo fine alle violenze. Sempre pochi giorni fa un 17enne è stato violentato e rapinato da due coetanei di origini tunisine. I due, ora arrestati, hanno costretto il ragazzino a portarli nella sua casa per ottenere altro denaro e lì hanno aggredito anche la madre del minorenne abusandone sessualmente. 

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