Roma, all'istituto alberghiero Vespucci debutta un ristorante: gli studenti diventano chef

Roma, all'istituto alberghiero Vespucci debutta un ristorante: gli studenti diventano chef
di Camilla Mozzetti
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Mercoledì 1 Dicembre 2021, 17:01

Dalla ricotta speziata su cialdina di mais alle costine glassate al Marsala con finferli e patate nocciola: il menù è pronto e gli studenti sono già a lavoro per far sì che domani sera nessuno dei clienti resti deluso. È uno dei primi appuntamenti destinato a far parlare di sé e, «chissà - spera la preside Maria Teresa Corea - a far conoscere un nuovo modo di fare scuola legando l'apprendimento al mondo del lavoro». Riparte da qui l'alberghiero Amerigo Vespucci, uno degli storici istituti professionali della Capitale che da anni, dal cuore di Casal Bruciato, sforna cuochi, chef e direttori di sala: un ristorante aperto al pubblico una sera a settimana - il giovedì - negli spazi della scuola. Non ci sono precedenti analoghi e il progetto, partito da un'idea della preside e supportato dai ragazzi, punta a stimolare ancora di più gli studenti che tanto hanno penato nei mesi scorsi a causa della pandemia, dovendo sacrificare ore ed ore di apprendimento per la cancellazione delle attività laboratoriali. Ma non solo, «il ristorante - spiega la preside - permetterà ai ragazzi di fare subito pratica sul campo, misurandosi con dei veri clienti, in tutte le fasi che vanno dall'accoglienza alla preparazione dei piatti».



Entrando nel dettaglio, il progetto si articola in questo modo: la Sala Rossini, che è una sala al piano terra del Vespucci, ospiterà ogni giovedì sera clienti esterni. «Possono essere genitori, amici - prosegue ancora la Corea - semplici cittadini, curiosi o appassionati». Per accedere al ristorante è necessaria la prenotazione - sul sito della scuola ci sono tutte le informazioni necessarie - e chiaramente «A tutti i clienti - aggiunge la preside Corea - sarà chiesto e controllato il Green pass, rispettando anche le nuove regole che entreranno in vigore dal prossimo sei dicembre». Gli studenti che saranno impegnati nel ristorante sono quelli che già oggi hanno iniziato i corsi pratici in cucina. «Sono ragazzi già vaccinati - conclude la Corea - anche perché per frequentare stage fuori da scuola hanno scelto di immunizzarsi». Il ricavato di ogni serata (un contributo libero) poi confluirà nel Bilancio di istituto e servirà a far fronte alle spese della scuola: dall'acquisto di materiale didattico funzionale ai laboratori fino ai piccoli e grandi lavori di cui un edificio grande come il Vespucci - più di 1.100 studenti - necessita. «Grazie alla dirigente scolastica - aggiunge Alberto Ranaldi, capo chef e docente - abbiamo avuto la facoltà di aprire questo ristorante, è un progetto dove anche i ragazzi hanno voluto e avuto più tempo per fare attività pratica perché oltre alle classiche ore di laboratorio possono misurarsi con clienti veri».

Gli studenti con gli insegnanti, di settimana in settimana, elaborano un progetto culinario, ossia il menù, in base ai piatti che precedentemente hanno studiato. «Ad esempio, con i ragazzi del terzo anno, stiamo lavorando ai piatti regionali da quelli della Val d'Aosta alla Sicilia e quando sarà il loro turno, presenteranno un menù tipico», conclude chef Ranaldi. I ragazzi sono entusiasti: «il progetto è molto difficile ma anche molto stimolante - spiega Giulio, studente - perché comunque ci misuriamo con clienti veri e non solo tra noi ragazzi e professori, è anche un modo per approcciarsi al mondo del lavoro, una sfida utile che apre le porte della scuola». Appuntamento a giovedì e buon appetito.

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