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Roma, slittano i vaccini per i professori: saranno disponibili a maggio

Roma, slittano i vaccini per i professori: saranno disponibili a maggio
di Camilla Mozzetti
4 Minuti di Lettura
Giovedì 21 Gennaio 2021, 22:37

L'ambizione era un’altra anche se formalmente bisognava aspettare il via libera del ministero della Salute sul piano vaccinale delle fase 2 e 3. Il Lazio puntava a vaccinare contro il Covid-19, dopo medici, operatori sanitari, personale ospedaliero e over 80 anche i professori, considerato il lavoro che svolgono e il contatto con migliaia di ragazzi. Ma dopo i ritardi della Pfizer sulla consegna delle dosi si dovrà rivedere tutto il programma e la previsione di iniziare a rendere immuni i docenti della Regione - 92mila solo quelli di ruolo senza contare i supplenti - a partire dalla metà di marzo verrà quasi certamente posticipata con il rischio di arrivare a maggio e di chiudere la campagna quando ormai la scuola sarà chiusa.

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I ritardi


Nel piano vaccinale approvato dalla Regione il 29 dicembre - quando lo scenario sulle forniture era ben diverso - e ripreso dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale nelle faq inviate il 15 gennaio alle scuole si legge: «Con l’aumento delle dosi si inizierà a sottoporre a vaccinazione le altre categorie di popolazione, fra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali, quali anzitutto gli insegnanti ed il personale scolastico». Poi però la Pfizer ha ridotto le consegne costringendo il Lazio a bloccare le prime somministrazioni del vaccino al fine di garantire con le dosi in giacenza, messe da parte nella quota del 30% sulle prime consegne, e con le poche nuove arrivate mercoledì tutti i richiami, ovvero le seconde somministrazioni che ammontano a oltre 111 mila. «Non è imputabile al Lazio questa situazione ma alla casa farmaceutica Pfizer, di certo - commenta Mario Rusconi a capo dell’Associazione nazionale presidi di Roma e del Lazio - siamo preoccupati. Vaccinare gli insegnanti è fondamentale». Tuttavia, con un piano da riprogrammare, il comparto dovrà aspettare più di due mesi. «Spero veramente che il nuovo vaccino AstraZeneca - conclude Rusconi - arrivi presto e che magari possa essere usato per la categoria». Anche l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato ribadisce l’importanza di poter usare più vaccini certificati dall’Ema, aprendo anche a quello russo, pur di non bloccare la campagna che oltre a ricadere sugli insegnanti produrrà effetti, con ritardi, anche per gli oltre 10 mila medici liberi professionisti senza contratti con ospedali o Asl che aspettano la prima iniezione e per i farmacisti. Intanto è già noto che le 6 mila dosi del vaccino Moderna, stoccate allo Spallanzani saranno utilizzate per avviare nei tempi - ovvero dal primo febbraio - la campagna sugli over 80. Ciononostante, si tratta di una goccia nel mare considerata la platea potenziale di 470 mila anziani e le dosi utilizzabili: le 6 mila potranno infatti accontentare la metà degli over 80 giacché analogamente al vaccino Pfizer è previsto il richiamo ma a 28 anziché 21 giorni. 


Le adesioni


Questi primi anziani saranno vaccinati dai medici di famiglia ma le adesioni alla call della Regione per cercare professionisti volontari è andata quasi deserta, motivo per cui alla Pisana quasi certamente riapriranno i tempi per la raccolta delle adesioni. Ad oggi infatti sui 4.216 medici di famiglia del Lazio appena 800 si sono resi disponibili a inoculare l’anti-Covid-19. «Il problema di fondo è l’incertezza delle forniture - spiega Pier Luigi Bartoletti, segretario Fimmg (federazione medici di medicina generale) - il fatto di non sapere quali e quante dosi avremo ha scoraggiato tanti colleghi, facendoli rinunciare. In ogni caso alla Regione lo abbiamo detto: partiremo solo quando ci saranno dosi per tutti, la data del primo febbraio, fissata come partenza per gli over 80, può slittare». Fino a quando? «Fino al 15 febbraio». 

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