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Roma, vacanze truffa su internet: rubava l'identità digitale di agenzie e alberghi

Martedì 10 Settembre 2019
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Roma, vacanze truffa su internet: rubava l'identità digitale di agenzie e alberghi: denunciato

Su internet metteva in affitto case e vendeva pacchetti vacanze inesistenti. La polizia, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, ha individuato il responsabile di una vasta serie di truffe informatiche. Gli uomini della Sezione financial cybercrime della polizia postale e delle comunicazioni di Roma,  a seguito di numerose denunce ricevute in concomitanza del periodo estivo da cittadini caduti nel raggiro, hanno avviato le indagini, monitorando siti specializzati ed effettuando accertamenti investigativi e tecnico-informatici, volti non soltanto a ricostruire le tracce di ogni singolo  reato, ma soprattutto a individuarne l'origine. L'attività investigativa ha così permesso di stringere il cerchio attorno a uomo di 40 anni, C.F., pluripregiudicato, denunciato all'autorità giudiziaria.
Attraverso annunci ben curati e credibili, talora realizzati utilizzando materiale fotografico reperito in rete, relativo ad immobili realmente esistenti ubicati in località di vacanza, l'uomo agganciava le proprie vittime, attratte dalla convenienza del prezzo, riuscendo a concludere con successo numerose trattative, per le quali incassava cospicui acconti (se non, addirittura, l'intera somma richiesta).

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Particolarmente raffinato il canale di perfezionamento del reato, non limitato certo alla pubblicazione di semplici annunci falsi. I riscontri acquisiti dalla polizia  hanno infatti permesso di documentare che l'uomo, attraverso violazioni delle caselle di posta elettronica di importanti strutture alberghiere, era riuscito ad «intercettare» corrispondenza relativa a reali trattative intercorse tra gli hotel e i clienti interessati a periodi di soggiorno. Successivamente rubava l'identità digitale di tali hotel e, dirottando il traffico email su proprie caselle di posta elettronica, falsamente intestate oppure accese presso provider esteri scarsamente collaborativi con le forze dell'ordine, inviava mail alla ignara vittima, con la quale richiedeva l'effettuazione dei bonifici in frode.
Attraverso gli accessi abusivi, il 40enne è spesso anche riuscito a carpire i dati delle carte di credito utilizzate dai clienti, riuscendo talvolta, non contento del danno economico già provocato, a svuotare il conto corrente delle ignare vittime. Il tutto nella convinzione di essere garantito da un presunto «anonimato» virtuale, reso possibile dall'utilizzo di connessioni specifiche, di identità false, di recapiti intestati ad altre persone, di strumenti finanziari fittizi.

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