Roma, truffa delle cremazioni al cimitero di Prima Porta: dipendenti Ama a processo

Roma, truffa delle cremazioni al cimitero di Prima Porta: dipendenti Ama a processo
di Giuseppe Scarpa
3 Minuti di Lettura
Giovedì 28 Gennaio 2021, 08:58

La salma mummificata veniva sezionata. Tagliata con un coltello, i resti buttati nell'ossario comune con l'obiettivo di incassare i soldi imbrogliando i parenti dei defunti. È accaduto questo al cimitero Flaminio tra gennaio e febbraio del 2020. A offendere i cadaveri, per arrotondare lo stipendio, sono 13 dipendenti Ama e 3 impresari funebri. Si prospettava l'opzione onerosa di una cremazione poi si rappresentava la possibilità di procedere con un altro piano, senza mai precisarlo, molto più economico. In 16 sono finiti a processo con accuse pesantissime che vanno, a seconda delle varie responsabilità, dalla truffa al vilipendio di cadavere.

 

Cimitero Laurentino pieno, le tombe sprofondano per l'incuria: tra i loculi danneggiati quello di Schicchi

Le immagini


Le immagini immortalano lo scempio. Le telecamere nascoste tra i vasi di fiori dei loculi registrano la scena: alcuni dipendenti della municipalizzata si accaniscono sulle salme mummificate. Le videocamere piazzate dai carabinieri del nucleo radiomobile acquisiscono preziose prove.
Gli operai, con le tute arancioni e la scritta Ama, si dispongono intorno alla salma, la sollevano, un altro la tiene e un collega infierisce con il coltello.

Cremazioni a Roma, l'ultima beffa: Ama compra container sbagliati. Duemila salme in attesa


La storia 


Dopo 30 anni all'interno del loculo, scade il tempo per la permanenza della bara. Perciò si dispone l'estumulazione e il trasferimento dei resti, quasi sempre, nell'ossario comune. Tuttavia in molte aree del cimitero il corpo si conserva in ottimo stato. Una notizia pessima per i parenti del defunto: i familiari devono mettere mano al portafoglio e pagare la cremazione. È di fronte ad una spesa imprevista che, per il pm Pietro Pollidori, viene presentata una ragionevole e meno dispendiosa soluzione: «le faccio spendere di meno». Si tratta di una proposta presentata da alcuni dipendenti dell'agenzia funebre che poi dividono la busta dei soldi con i complici che vestono la divisa dell'Ama. Tre i casi accertati, per poche centinaia di euro. Accade poi il rituale macabro. I parenti non sanno quello che succede. Non immaginano che ciò che rimane del loro caro verrà poi tagliato da macellai improvvisati: i dipendenti della municipalizzata afferrano i coltelli ed iniziano a sezionare la salma mummificata.
Nel giro di una mezz'ora riducono il corpo in pezzi. Alla fine, ciò che resta lo prendono e lo collocano nell'ossario comune.
Intanto Ama in un nota fa sapere che «non ci sarà alcun blocco nelle sepolture. A Roma, anche in questo periodo contingente ed eccezionale caratterizzato da un trend di decessi in crescita - si legge nel comunicato stampa - le attività cimiteriali sono state e continuano ad essere assicurate. Dal 1 febbraio sarà possibile incrementare fino a 300 a settimana le domande di cremazione, rispetto alle 200 attuali».

Roma, niente spazio nei cimiteri: si bloccano le sepolture
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA