Roma, stupro a villa Gordiani: la vittima era pedinata. Caccia a un habituè del parco

Roma, stupro a villa Gordiani: la vittima era pedinata. Caccia a un habituè del parco
di Alessia Marani e Giuseppe Scarpa
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Lunedì 8 Marzo 2021, 00:18 - Ultimo aggiornamento: 00:19

Tutte le mattine lo stesso itinerario. L’arrivo da via Prenestina, lato Pigneto, il giro nel parco e poi il ritorno a casa. Mingherlina, dall’aspetto quasi più di una ragazzina che di una donna di 22 anni, la giovane che ha denunciato di essere stata stuprata a Villa Gordiani, è pronta a riconoscere il suo aggressore. Anche se quell’uomo l’ha afferrata da dietro, alle spalle, e poi l’ha trascinata tra i rovi, lei ricorda abbastanza le sue fattezze: «Saprei riconoscerlo», ha detto ai primi soccorritori intervenuti al bar Speranza di via Prenestina.

«Io, stuprata al parco a Villa Gordiani mentre mi allenavo». La denuncia di una 22enne a Roma

Pronta a delineare un identikit, anche sommario, di quello che, a suo dire, ritiene possa essere uno straniero, anche se non scuro di carnagione. Gli agenti della Squadra Mobile la risentiranno in queste ore con l’aiuto di un supporto psicologico, necessario sia per lo choc subito ma anche perché la ragazza mostrerebbe un lieve disagio psichico. Forse chi l’ha aggredita l’aveva vista nel parco più volte da sola e venerdì mattina, all’alba, ha deciso di agire approfittando del suo stato. Magari anche lui è un habituè del parco o uno dei tanti senza fissa dimora che vi si aggirano. Nelle mani degli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Antonio Calaresu, ci sono le numerose tracce biologiche repertate dalla Scientifica sugli indumenti della vittima e quelle in pronto soccorso, da cui estrarre il Dna dello stupratore.

 

Non solo. Al vaglio degli agenti della IV Sezione ci sono i fotogrammi degli impianti di videosorveglianza delle attività commerciali limitrofe al parco, in particolare quelle di un minimarket di via Dignano D’Istria che puntano sul marciapiede non lontano dall’ingresso. Le telecamere dovrebbero avere ripreso il volto dell’uomo mentre seguiva la ragazza o si allontanava subito dopo avere commesso il fattaccio. Il probabile identikit dell’aggressore, invece, parla di un uomo tra i 25 e i 30 anni, potrebbe essere una persona che l’aveva puntata nei giorni precedenti. Gli agenti di Luigi Silipo stanno verificando possibili altre segnalazioni di molestie avvenute nella stessa zona. Sulle indagini c’è il massimo riserbo.

LA PAURA

Di sicuro la notizia della violenza ha scosso il quartiere e i tanti residenti che frequentano abitualmente lo storico spazio verde sulla Prenestina. «Da quando c’è il coprifuoco - raccontano delle donne - ci si rifugiano all’interno sbandati ma anche giovanissimi per bere ed eludere i controlli. Tra i ruderi si accampano i senza fissa dimora. Nonostante ci siano i cancelli nessuno provvede a chiuderli durante la notte. Chiunque può nascondersi per tendere un agguato». Sabato pomeriggio i cittadini e i comitati di Villa Gordiani hanno dato vita a una manifestazione per dire basta alla violenza sulle donne, ma anche per chiedere maggiore sicurezza. Tutti mostrando la più grande solidarietà alla ragazza: «Non sei sola, il quartiere è con te». L’Osservatorio sulla sicurezza in Prefettura, intanto, ha rafforzato i presidi e i pattugliamenti di carabinieri e polizia nel quadrante Prenestino-Labicano nell’ultimo periodo bersagliato dai reati. 

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