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«Io, picchiata e stuprata al Parco degli Acquedotti», la denuncia di una trentenne romana

Si indaga sull'ex della vittima ma anche su un maniaco che gira nella zona

«Io, picchiata e stuprata al Parco degli Acquedotti», la denuncia di una trentenne romana
di Marco De Risi e Alessia Marani
3 Minuti di Lettura
Sabato 18 Giugno 2022, 22:32

«Sono stata picchiata e violentata nel parco di San Policarpo», tremante e molto confusa una romana di trent’anni la sera di mercoledì scorso si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni e ai sanitari ha raccontato la tremenda aggressione subita. Nei confronti della giovane donna sono state applicate le cure previste dal cosiddetto “protocollo rosa”, il tampone ha dato esito positivo, inoltre, per le percosse patite ha ricevuto una prognosi di oltre venti giorni e immediatamente è stata allertata la polizia. Sull’episodio ora indagano gli agenti del Distretto Trevi e del commissariato San Giovanni. Che non tralasciano alcun dettaglio vagliando con attenzione la versione della vittima, che soffrirebbe di un disagio psichico, circostanza, tuttavia, che potrebbe essere una aggravante nella condotta del presunto stupratore.

 
LE SEGNALAZIONI


I sospetti sono puntati anche sull’ex fidanzato della ragazza, ma la circostanza che il fatto sia avvenuto - a quanto riferito dalla stessa trentenne - all’interno del parco degli Acquedotti a ridosso dell’Appio Claudio ha fatto scattare anche un’altra allerta, quella per la presenza di un maniaco ed esibizionista che è stata segnalata nelle ultime settimane da più donne nella zona. In un caso, era martedì scorso, una delle “prede” ha denunciato di essere stata avvicinata da un giovane sui 25-30 anni con sulle spalle uno zaino marrone in via Tito Labieno, sotto il portone di casa, che l’ha avvinghiata improvvisamente cercando di baciarla insistentemente, ma per fortuna la donna è riuscita a divincolarsi e a scappare su in casa. L’uomo, che è fuggito via, potrebbe essere, dalla descrizione fornita, un arabo o un egiziano. 


LA PAURA


Dieci giorni prima una mamma aveva, invece, messo in guardia i frequentatori del parco, lo stesso in cui nell’estate del 2019 venne ucciso Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, della presenza di un maniaco esibizionista che, nei pressi della zona del ruscello, si sarebbe abbassato i pantaloni davanti a una bambina ponendole delle richieste esplicite. Il tam tam di allerta è partito anche attraverso i social e i residenti sono tornati a chiedere maggiore sicurezza e più controlli all’interno del grande polmone verde che confina con Cinecittà, molto frequentato soprattutto in questo periodo da famiglie e ragazzi alla ricerca di un po’ di refrigerio per scampare al caldo. Già in passato gli occhi erano puntati su un giovane, paziente psichiatrico, che entra e esce dagli ospedali in conseguenze di trattamenti sanitari obbligatori, più volte al centro di episodi di vandalismo ma anche di molestie. 
Intanto, sul fronte delle indagini sulla violenza denunciata al San Giovanni sono diversi gli aspetti da chiarire da parte degli inquirenti, i quali stanno cercando riscontri puntuali a quanto prospettato. Indagini in corso anche sull’ex ragazzo.

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