Roma, stupro nella discoteca Factory: i volti dei tre violentatori nei video all'entrata

Domenica 26 Maggio 2019 di Alessia Marani

I volti dei tre ragazzi che all'alba dell'altra domenica hanno violentato una ventunenne nel cortile della discoteca Factory a Roma Nord sono stati immortalati nelle riprese girate dall'unica telecamera posta all'ingresso del locale. La sequenza delle entrate e uscite degli habitué tra la mezzanotte e le 3,30, momento in cui la giovane è stata soccorsa, sono state estrapolate dal server che le ha registrate e aggiunte agli atti dell'inchiesta - dopo le oltre 600 immagini scattate dal fotografo ufficiale della serata - per essere visionate dai testimoni. Gli inquirenti sono a un passo dalla esatta identificazione del terzetto, in particolare di due dei componenti. Soprattutto il primo ragazzo con cui la vittima avrebbe ballato e scambiato anche un bacio in pista prima di uscire nel giardino, in una parte buia dove è riposta una caldaia, luogo dove è scattata la trappola. L'approccio tra i due, dunque, sarebbe avvenuto sotto gli occhi della comitiva della ventunenne e anche di un barman.

Stupro al Factory di Roma, revocata la licenza alla discoteca
 

 

LA TESTIMONE CHIAVE
Tanto che più tardi una delle amiche, mentre la vittima, in lacrime, attendeva l'arrivo dell'ambulanza e della polizia negli uffici della discoteca, ha girato in lungo e largo per il locale e nel piazzale accompagnata da due uomini della security alla ricerca di quel «biondino, coi capelli più ricciolini davanti e corti ai lati, una camicia bianca o celeste chiara indosso», convinta di saperlo riconoscere. Purtroppo senza esito. Il fattaccio si sarebbe consumato nel giro di pochi minuti e i tre si sarebbero subito dileguati.
La loro fuga sarebbe stata, dunque, cristallizzata dalla telecamera. La testimonianza dell'amica e di un altro amico che per primo ha aiutato la 21enne, sono state acquisite dagli agenti della Squadra Mobile e del commissariato Ponte Milvio nelle immediatezze. Mentre la vittima sulle prime ha saputo solo dire di essere stata altre volte nel locale ma di non ricordarsi se aveva già visto precedentemente il ragazzo, tanto meno degli altri due. Che, comunque, hanno dimostrato di conoscere molto bene come muoversi all'interno e nelle pertinenze della discoteca.
In questi giorni sono state ascoltate decine di persone, gli amici, i camerieri, il fotografo e i pierre del locale. Due di questi avrebbero detto di avere visto la vittima con tre ragazzi, circostanza che gli inquirenti, però, non confermano affatto.

STOP LICENZA
Venerdì, il gestore del Factory, Angelo Di Agostino, due dei suoi barman, il capo e un operatore della sicurezza interna, il direttore del locale e un operaio, hanno trascorso dieci ore in Questura, sentiti a turno dagli investigatori. «Abbiamo cercato di fornire tutti gli elementi in nostro possesso per collaborare alle indagini - dice Di Agostino - anche se questo non ha impedito che ci venisse revocata la licenza». Il provvedimento amministrativo è scattato ieri pomeriggio ed è stato notificato all'anziana intestataria. «Siamo una società storica e a gestione familiare dal 68 - aggiunge - ho una figlia di 19 anni e siamo addolorati per quanto avvenuto, speriamo che li prendano al più presto. Già in passato avevamo chiesto attraverso il sindacato dei gestori dei locali da ballo che il protocollo di sicurezza siglato tra la Questura e le discoteche dell'Eur per aiutare anche noi imprenditori a prevenire e fronteggiare gravi problematiche fosse esteso a tutti e, quindi, anche a noi. Purtroppo non c'è stato il tempo». Oltre alle immagini nelle mani degli investigatori ci sono le tracce biologiche e di Dna rinvenute sui pantaloncini e la maglietta della 21enne e nell'anfratto nel cortile. Non è escluso che, braccati, alla fine i tre non decidano di presentarsi volontariamente in polizia.
 

Ultimo aggiornamento: 14:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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