Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Roma, dalle periferie ai trasporti: cinque miliardi per rilanciare la Capitale

Oggi all’Auditorium Parco della Musica il governo illustra gli interventi ai cittadini

Periferie e trasporti, cinque miliardi per rilanciare Roma
di Francesco Pacifico
6 Minuti di Lettura
Lunedì 21 Febbraio 2022, 00:20 - Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio, 10:28

Al momento sono quasi 2 i miliardi di euro già destinati a Roma e Lazio. Ma le stime di esperti ed enti locali fanno sperare che il Piano nazionale di rilancio e resilienza possa far piovere sulla Capitale e nelle province limitrofe fino a 5 miliardi. Una quantità di risorse che non si vedevano da anni sul territorio. Qui, nonostante la presenza di quasi 3 milioni di residenti nella Città eterna, si spende per gli addetti comunali la metà rispetto a Milano; viene girato un terzo in meno dei fondi necessari per i trasporti; servirebbero stanziamenti dal livello centrale di almeno mezzo miliardo in più per pagare i vigili, i netturbini e gli stessi autisti dei bus che forniscono servizi anche al milione di persone che ogni giorno arrivano a Roma per avere contatti con i ministeri, le principali imprese pubbliche o le sedi diplomatiche.

Sì, perché con i soldi del Pnrr la Capitale può darsi gli impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti, dotare la sua sanità di presidi di vicinanza e macchinari di eccellenza, rifare il suo sistema trasportistico con nuove tramvie e metropolitane, ma anche migliorare la vita dei cittadini rilanciando l’offerta culturale (verranno digitalizzati cinema, teatri e biblioteche) o creando nuove opportunità di lavoro. In quest’ottica ci sono i 300 milioni di euro per potenziare Cinecittà o il mezzo miliardo destinato a istituire il Technpole, il Politecnico che a Roma manca.

IL DIALOGO

Il territorio - inteso nel senso più ampio del termine come istituzioni, imprese e attori sociali - ha riposto grandi speranze nel Pnrr. Anche per questo è molto attesa oggi, all’Auditorium Parco della Musica, dalle 11.30, la tappa romana di “ItaliaDomani - Dialoghi sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, voluto dalla Presidenza del Consiglio. Un workshop dove i ministri (Elena Bonetti, Massimo Garavaglia e Enrico Giovannini), i vertici degli enti locali (il sindaco Roberto Gualtieri e il vicepresidente della Regione Daniele Leodori) dialogheranno con le imprese e le comunità su opportunità, progetti e avanzamento del Pnrr.

Quartieri. Case high-tech così si riqualifica tra Torbella e Porto Fluviale

Con i fondi del Pnrr si vuole dare nuova linfa ai quadranti della Capitale, periferici e non, che aspettano da anni un rilancio. Anche con nuovi servizi. Sul fronte della riqualificazione urbana e sociale, sono soprattutto tre i progetti più rilevanti. A Tor Bella Monaca, nella parte est della città più degradata, verranno recuperati 436 alloggi di edilizia popolare del cosiddetto comparto R5 per dare case all’avanguardia ai più bisognosi anche sul versante dell’efficientamento energetico. Andando verso Nord, a Cardinal Capranica, l’ex istituto Don Calabria, al centro di alcune occupazioni negli ultimi danni, sarà demolito e al suo posto sarà costruita una palazzina con 70 appartamenti di edilizia popolare o di housing sociale (quindi destinati ad anziani e soggetti fragili), nel quale i futuri residenti potranno anche godere di spazi di cohousing per condividere tra le varie famiglie servizi o aree, soprattutto nell’epoca dello smart working, per lavorare in un ambiente tecnologicamente avanzato. Infine Porto Fluviale, quartiere Ostiense, che in questi anni ha visto una riqualificazione a macchia di leopardo. L’ex Direzione Magazzini Commissariato, un pezzo di archeologia industriale occupato dal 2003, sarà restaurato e ospiterà famiglie e (nella corte) spazi di volontariato. Soltanto questi tre progetti muoveranno 40 milioni di euro.

Mobilità. Il tram per il Giubileo, ciclabili e bus ecologici Rivoluzione contro il traffico e l’inquinamento

Il primo pezzo del tram che porterà i pellegrini del Giubileo del 2025. E poi nuovi autobus a basso impatto, la possibilità di rifare l’armamento delle metropolitane che attendono questi lavori da quasi 30 anni, fino alle ciclovie per collegare i parchi della periferia al Centro e un’App per decidere se muoversi con la propria auto oppure se è meglio optare sul trasporto pubblico o su un monopattino e una bicicletta in sharing. Roma e il Lazio vedono nel Pnrr uno strumento fondamentale per rivoluzionare la loro mobilità. Soltanto alla Città eterna sono destinati oltre 200 milioni di euro dei 345,1 che saranno spesi per rinnovare le flotte delle aziende regionali di autobus. Poi, come detto, ci sono le tramvie: 120 milioni sono già pronti per far partire il primo lotto della Termini-Vaticano-Aurelio, il tram che porterà milioni di fedeli attesi per l’Anno Santo e che prima del 2025 sarà completato. Sempre restando a Roma, ecco quasi 160 milioni per rifare binari e componentistica dei treni delle linee della metropolitana e oltre 35 destinati alla rete tramviaria esistente. Una decina di milioni dovrebbero andare alle piste ciclabili per pedalare sul Tevere come quelle per raggiungere le fermate di bus e metro. Quasi tre milioni per l’App, che servirà anche a pagare biglietti e affitto di mezzi in sharing.

Tribunali. Piazzale Clodio e le aule civili: digitalizzazione e risanamento

Degli oltre 400 milioni di euro stanziati dal Pnrr per rendere più moderni i nostri tribunali, Roma vedrà piovere da qui al 2025 156,87 milioni di investimenti per riqualificare le sue cittadelle giudiziarie. Il grosso delle risorse sarà destinato al compound di piazzale Clodio che ospita sia gli uffici della procura sia le aule del tribunale. Con le sue palazzine che in alcuni casi cadono a pezzi tra finestre che non si chiudono e muri che si sbriciolano. È già partito il primo bando per l’efficientamento energetico dei diversi moduli (iniziando dal rifacimento delle facciate), anche per migliorare la digitalizzazione e velocizzare lo scambio di informazioni tra i vari uffici e tra i diversi attori della giustizia, avvocati in primis che lamentano difficoltà ad accedere alle carte. E l’intervento di natura più urbanistica riguarderà anche il piazzale antistante al tribunale, dove in futuro dovrebbe arrivare la metropolitana e va realizzato un nuovo sistema di parcheggio. Ma la manutenzione, compresa quella sul fronte antisismico, riguarderà anche le altre sedi della giustizia romana, iniziando dal polo per la giustizia civile che ruoterà sempre di più intorno alla ex caserma Manara o la sede per l’ufficio del giudice di pace. 

Università. Il Technopole per le industrie innovative all’ex Forlanini l’ateneo delle tecnologie

A Roma - città all’avanguardia nei comparti della farmaceutica e dell’aerospazio - manca un politecnico. Su spinta del mondo delle imprese e della Regione, la Capitale proverà a riempire questo gap entro il 2023. Per quella data inizieranno i corsi al Rome Technopole, un progetto che vede uno stanziamento complessivo di circa 560 milioni di euro. Di questi - 100 milioni - serviranno per dargli una casa: è stato scelto l’ex ospedale Forlanini. E le risorse saranno recuperate proprio grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le tre maggiori università della Capitale - la Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre - hanno già firmato un protocollo per iniziare a tenere assieme corsi di altissima formazione universitaria, con la collaborazione di imprese nazionali e multinazionali. Ma l’obiettivo principale è anche quello di installare nell’ex Forlanini laboratori di eccellenza destinati alle filiere produttive più avanzate: oltre alla farmaceutica e all’aerospazio si progetteranno soluzioni innovative sulla transizione ecologica e digitale, per le nanotecnologia e per l’agrobiotech. Soprattutto si vogliono attirare cervelli da tutto il mondo in una città dove bisogna portare i laureati magistrali a circa 700 all’anno per rispondere alle esigenze del tessuto imprenditoriale locale e per crearne di nuovi e più competitivi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA