ROMA

Roma, blitz antidroga a San Basilio:
pusher e vedette come a Scampia
21 persone arrestate per legami con la 'ndrangheta

Lunedì 20 Gennaio 2020
Roma, blitz antidroga a San Basilio:
pusher e vedette come a Scampia
21 persone arrestate per legami con la 'ndrangheta
Una maxioperazione antidroga è in corso dalle prime luci dell'alba nelle province di Roma, Napoli, Viterbo, Frosinone e Reggio Calabria.  Nella Capitale  i carabinieri del comando provinciale di Roma sono presenti in forze al quartiere San Basilio per dare esecuzione a un'ordinanza che dispone la misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 21 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, nonchè tentato omicidio.
Ulteriori perquisizioni sono in corso nei confronti di altri 13 indagati, le cui condotte sono risultate collegate al traffico illecito di sostanze stupefacenti, attribuito agli arrestati.
Le indagini hanno consentito di disarticolare un sodalizio criminale dedito al traffico, alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish, cocaina e marijuana, operante in una delle più importanti piazze di spaccio del quartiere romano di San Basilio.
Tra gli arrestati ci sono diversi personaggi vicini alla 'ndrina Marando di Platì, progressivamente insediatisi sul territorio popolare di San Basilio, gestendo, con l'ausilio di un considerevole numero di vedette e di pusher (come nel qyuartiere Le Vele di Scampia )nein vario modo coordinati, una costante, pervasiva e remunerativa attività di spaccio. 
 A quanto reso noto, sarebbero stati individuati tre sodalizi criminali, collegati dall'attività dei fratelli Alfredo e Francesco (detto Ciccio) Marando, originari di Platì (RC) e da alcuni anni residenti nel quartiere romano San Basilio, figli del più noto Rosario e nipoti di Pasquale Marando, questi ultimi considerati elementi di spicco dell'omonima 'ndrina platinese.
Per gli investigatori Alfredo e Francesco Marando sarebbero stati in grado di movimentare significative quantità di droga, rifornendo non soltanto il loro gruppo, ma anche due altri gruppi che operavano sul territorio. Secondo gli inquirenti si trattava di «una vera e propria consorteria, stabilmente dedita al narcotraffico» con divisione dei compiti tra capi, pusher e vedette che solitamente si posizionavano agli ingressi principali di un comprensorio popolare e sui tetti degli immobili, con compiti interscambiabili di vigilanza e spaccio.
Ultimo aggiornamento: 21:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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