A24, salasso pedaggi: cento sindaci scrivono a 70 parlamentari. Il testo dell'appello

Il casello di Roma Est della autostrada A24
di Antonio Scattoni
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Giovedì 9 Dicembre 2021, 10:19

«Siete stati eletti qui: aiutateci voi». SuI rischio salasso sui pedaggi autostradali tra Roma, il Lazio interno e l'Abruzzo, i cento sindaci che da Subiaco, Tivoli, Carsoli, Castel Madama, Vicovaro si stanno battendo contro il rischio di astronomici aumenti tariffari sulla autostrada A24-A25 hanno scritto a settanta parlamentari (tra cui Bruno Astorre del Pd, la grillina Paola Tavrena e il leghista Umberto Fusco) e in particolare ai senatori che sono stati eletti dai cittadini eletti nella zona. Un’azione mai vista, una richiesta di aiuto, un richiamo del territorio alla responsabilità di chi ha ottenuto un ruolo politico grazie al consenso. «Si prospettano aumenti di 700-800 euro all’anno per ogni pendolare, un disastro per gli autotrasportatori. È vostro compito scongiurare questa follia».

La lettera di “Sos” da 100 sindaci di Lazio e Abruzzo ai parlamentari delle due Regioni per evitare la stangata del maxi aumento del 34% sulla Roma-L'Aquila e sulla Roma-Pescara non ha ancora ricevuto una risposta ufficiale. I primi cittadini delusi dall’ultimo incontro al Ministero dei Trasporti chiedono aiuto ai deputati e ai senatori eletti nella zona per stoppare la stangata di Capodanno sulle tariffe autostradali. Una mazzata senza precedenti per Tivoli, Subiaco, Vicovaro, la Valle dell’Aniene, Carsoli, Arsoli e mezzo Abruzzo. Ci sarà un incontro il 14 dicembre a Roma, il giorno dopo l’ennesima riunione al Ministero dei Trasporti di piazza Fiume, guidato dal ministro Enrico Giovannini, ex presidente Istat e Ocse. I colloqui fino ad oggi non hanno portato allo stop - nero su bianco - dei previsti aumenti.

Ma cosa dicono i sindaci laziali da Tivoli, Castel Madama, Vicovaro, Subiaco, fino a Vallepietra e quelli della terra abruzzese ai parlamentari delle due Regioni? «Chiediamo l’adozione di un provvedimento da parte del Governo centrale – scrivono i sindaci nella lettera inviata tra gli altri a Bruno Astorre (Pd), Paola Taverna (Cinque Stelle), Umberto Fusco (Lega), Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) - che sia in grado di evitare il rincaro dei pedaggi di circa il 36% dal 1° Gennaio 2022. Un simile “salasso” sarebbe davvero insostenibile per le tasche dei cittadini ed incompatibile con il fragile tessuto sociale e produttivo che caratterizza le zone più interne e periferiche di questa parte dell’Italia centrale. Un territorio da sempre in lotta contro lo spopolamento dei centri abitati, l’impoverimento dei redditi delle famiglie e l’arretramento della competitività delle imprese. Quotidianamente, per lavoro, per mancanza di servizi sanitari, di strutture scolastiche, migliaia di cittadini sono costretti al pendolarismo autostradale non avendo, in molti casi, una valida alternativa su rotaie. I sottoscrittori di questa lettera stanno urlando il disagio e l’amarezza conseguenti allo scarso interesse dimostrato dalle istituzioni centrali».


La lettera a deputati e senatori ricorda che il territorio chiede ascolto ai parlamentari dal gennaio 2018. «Le nostre richieste - dicono - sono state ascoltate soltanto in parte e la problematica ancora non è stata risolta definitivamente. Il piano economico finanziario per la “Strada dei Parchi” (che va deliberato dal Governo) non è stato approvato e la sicurezza delle nostre autostrade non è pienamente garantita». I Comuni chiedono ai parlamentari un il 14 dicembre da tenersi a Roma. «Vogliamo una soluzione definitiva – dice Fiorenzo De Simone, sindaco di Vicovaro – e lo stop alla stangata di Capodanno. Il Governo decida una volta per sempre e tuteli i nostri territori«. Il rischio aumento potrebbe essere devastante per la gente: «Da 4,30 euro per 41 chilometri e uscita a Vicovaro – dice il sindaco di Cineto Massimiliano Liani – si passerebbe a 5,40. Andata e ritorno si arriva a 10,80 euro. Una mazzata». Al pendolare quotidiano l’aumento costerebbe annualmente anche 700 euro. Gli autotrasportatori, da Roma a Pescara e ritorno, ora pagano 100 euro e finirebbero in ginocchio: «Per un Tir - spiega William Facchinetti della Fida Cna – che da Pescara va a Roma e ritorno si passa da un pedaggio di 100 euro a 134, molti rischiano di chiudere l’attività». Le tariffe autostradali sono bloccate al 2017 ma in 14 anni sono aumentate del 187%.

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