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Roma, sì all'aumento di tavolini: cosa possono fare esercenti e ristoratori

Venerdì 22 Maggio 2020 di Camilla Mozzetti

Mancano sei minuti alla mezzanotte quando la sindaca di Roma Virginia Raggi annuncia via Twitter il provvedimento di «Aiuto concreto - scrive la prima cittadina - per bar, ristoranti e locali. Approvata la delibera per mettere più tavolini con iter superveloce. Priorità al lavoro». Dopo giorni di contrastri e discussioni soprattutto tra i principali protagonisti del Commercio e Attività produttive di Roma Capitale - l'assessore Carlo Cafarotti e il consigliere nonché presidente di commissione Andrea Coia - in Giunta capitolina - pur tra qualche "turbolenza" notturna - arriva la sintesi per concedere agli operatori più suolo pubblico e spazi esterni al fine di risalire la china dopo due mesi di "lockdown" e il crollo dei fatturati.

Ma cosa succede ora? E cosa potranno fare e ottenere i titolari di bar e ristoranti ma anche gli alberghi, poiché il provvedimento è aperto anche alle strutture ricettive?

Come fa sapere l'assessore Cafarotti la Giunta ha autorizzato due provvedimenti: un delibera che potrà essere emendata e che è destinata all'Aula Giulio Cesare per l'approvazione da parte dell'Assemblea capitolina, riguardante le misure per l'occupazione di suolo pubblico e una seconda delibera, sempre di Giunta, per rendere immediata l'applicazione della prima in attesa del voto. 

Gli operatori saranno esonerati fino al termine del 2020 dal pagamento della Cosap, ovvero la tassa per l'occupazione di suolo pubblico sia per gli spazi già autorizzati sia per quanto riguarda l'ampliamento. Si potrà arrivare a un massimo del 35% di spazio in più fermo restando la ponderazione di quelli che nella delibera vengono riassunti in "interessi pubblici". Dovranno infatti essere assicurati il decoro pubblico, la visibilità e la godibilità degli spazi, il distanziamento sociale e - attraverso il controllo della polizia locale - anche il diritto al riposo dei residenti. Le maggiori occupazioni dureranno fino al prossimo 31 dicembre.

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I titolari possono effettuare «L'ampliamento della superficie già autorizzata fino a un massimo del 35% o laddove non fossero già in possesso di una concessione, una nuova occupazione di suolo pubblico per una superficie massima del 35% della superficie dell’esercizio di somministrazione presentando, contestualmente all’occupazione, domanda al Municipio territorialmente competente».

Il progetto di ampliamento che dovrà tenere conto del codice della strada dovrà essere elaborato da una figura professionale riconosciuta e il bar o ristorante al momento della presentazione della domanda - per via telematica - potrà iniziare già a usare gli esterni del locale. Il procedimento di rilascio della concessione si concluderà entro 60 giorni ma nel frattempo i vigili urbani potranno procedere con le verifiche per assicurarsi che nessuno sfrutti più suolo di quello richiesto. In caso di occupazioni di fatto abusive, quest’ultime dovranno essere rimosse entro 7 giorni.

«In caso di impossibilità di ampliamento, o di nuova concessione di occupazione di suolo pubblico in area attigua all’esercizio e/o confinante con l’area già autorizzata» è comunque concessa la possibilità di richiedere «una nuova concessione nelle immediate vicinanze con una distanza massima pari a 25 metri a condizione che siano rispettate le norme igienico sanitarie relative al trasporto di generi alimentari».

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Ultimo aggiornamento: 09:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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