FASE 2

Roma, ristoranti e parrucchieri, dimezzate le distanze. Bar, no ai buffet in piedi

Sabato 16 Maggio 2020 di Camilla Mozzetti e Francesco Pacifico

Capitolo ristoranti e distanze di sicurezza: si cambia ancora e i limiti si riducono. Da due metri interpersonali si passa a un metro. E gli imprenditori del settori tirano un sospiro di sollievo: «A queste condizioni possiamo riaprire tutti». Non è stata soltanto la voce dei ristoratori che da giorni lamentavano norme troppo stringenti a rivedere il piano delle linee guida ma il confronto (acceso) tra governo e Regioni andato in scena ieri anche a fronte dell'indice dei contagi di ogni singolo territorio. Le Regioni hanno fatto squadra accordandosi tutte sulle linee guida da adottare non solo per i ristoranti, ma anche per i parrucchieri, gli hotel, gli stabilimenti balneari, i negozi al dettaglio, i centri sportivi. Un lavoro congiunto e certosino che nel Lazio per le linee guida è stato portato avanti da una specifica task-force guidata dal vice presidente Daniele Leodori e dall'assessore allo Sviluppo economico Paolo Orneli.

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I LIMITI
Nell'ordinanza del Lazio sulle linee guida da seguire per i ristoranti e non solo che sarà firmata oggi, alla fine passa la riduzione della distanza interpersonale che in un primo momento, anche dal protocollo dell'Inail, era stata suggerita a 2 metri. Nel testo che sarà firmato oggi dal governatore Nicola Zingaretti sarà consigliato anche il metro e mezzo di distanza tra tavoli e clienti soprattutto per quei locali che possono permetterselo a seconda dell'ampiezza. Come saranno allestiti i locali? «I tavoli devono essere disposti in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di separazione tra i clienti - si legge nel testo condiviso dalle Regioni - ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale», ovvero famiglie e coppie per le quali questo «ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale». Ovvero: la coabitazione dovrà essere dimostrata tramite autocertificazione. La distanza di un metro, inoltre, «Può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet», le goccioline di saliva nebulizzata, considerate il principale canale di trasmissione del virus. Varrà l'obbligo di prenotazione e l'esercente sarà chiamato a conservare gli elenchi per 20 giorni al fine di rintracciare le presenze di operatori e clienti se mai dovesse emergere un caso di positività al Covid-19. Potrà inoltre essere presa la temperatura corporea dei clienti e vietare l'ingresso a chi avrà più di 37,5 gradi. I clienti dovranno indossare la mascherina tutte le volte che non sono seduti ai tavoli. Soddisfatti i ristoratori: «Se fossero stati confermati quei livelli (2 metri di distanza tra i tavoli e 4 metri quadri tra clienti - spiega Luciano Sbraga, presidente della Fipe Confcommercio - da lunedì non avrebbero aperto almeno 3 mila ristoranti nella Capitale. Di più, saremo state noi associazioni a dire che non si poteva alzare la saracinesca».

BAR E COIFFEUR
Stessa distanza interpersonale di un metro anche nei bar dove sarà possibile la consumazione al bancone purché si rispetti il metro di lontananza tra le persone. E per quei locali che non hanno posti a sedere, gli ingressi dovranno essere contingentati. Banditi i buffet e gli apericena. La distanza di un metro varrà anche nelle strutture ricettive come gli hotel per quanto riguarda l'utilizzo degli spazi comuni, sale colazioni e ristoranti compresi. Tutti i dipendenti dovranno indossare sempre la mascherina e questo vale anche per i ristoranti, i bar, i negozi al dettaglio (abbigliamento compreso) i parrucchieri. Mentre i clienti, nel caso degli hotel, potranno toglierla soltanto in camera. L'omogeneità sulla distanza di un metro si estende anche alle attività di cura della persona: parrucchieri e centri estetici. Gli spazi dovranno essere riorganizzati «per assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione sia tra le singole postazioni di lavoro, sia tra i clienti». L'operatore e il cliente, per tutto il tempo in cui, per l'espletamento della prestazione, devono mantenere una distanza inferiore a un metro. 

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