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Roma, rissa al ristorante Sushi Kaito in Prati: «Erano irlandesi ubriachi»

In cinque pretendevano birra e sigarette e al diniego hanno scatenato il finimondo

Rissa al ristorante Sushi Kaito in Prati: «Erano irlandesi ubriachi»
di Flaminia Savelli
4 Minuti di Lettura
Martedì 19 Aprile 2022, 22:47 - Ultimo aggiornamento: 21 Aprile, 09:03

Sono entrati a tarda sera nel locale di via Andrea Doria, nel quartiere Prati. Tutti alticci e con l’intenzione di proseguire la serata tra birre e sigarette. La miccia nel ristorante di cucina cinese e giapponese Sushi Kaito si è accesa quando i camerieri hanno invitato i cinque, tutti turisti irlandesi, a uscire. «Non vendiamo sigarette e il locale stava chiudendo, quindi non gli ho servito neanche la birra» racconta Yu, 19 anni e impiegato nel locale. Ancora sconvolto per quanto accaduto la sera del 17 aprile. Invitato a uscire, il gruppo di turisti ha iniziato a gridare e a protestare. Due dei camerieri presenti, sono riusciti a spingerli fuori dalla porta, ma una volta all’esterno la furia dei cinque irlandesi non si è placata. Sul caso indagano i carabinieri della stazione Trionfale che stanno raccogliendo testimonianze, racconti e indizi per ricostruire la dinamica dei fatti. Per i sette ragazzi coinvolti negli scontri è scattata la denuncia per rissa e lesioni personali. 

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La rissa

Usciti dal Sushi Kaito, la rabbia dei turisti non si è affatto placata. Anzi. Alterati dall’alcol, hanno iniziato a battere violentemente contro la porta chiusa del ristorante. Poi hanno tirato calci e pugni contro l’arredo esterno tra grida e urla. A quel punto due camerieri sono usciti nel tentativo di riportare la calma. 
«I miei colleghi hanno deciso di uscire per invitarli ad andare via. Anche perché era ormai tarda sera e non volevamo creare scompiglio nella strada. La situazione stava diventando molto seria e non sapevamo come intervenire» racconta ancora Yu. Il tentativo però è andato a vuoto e la discussione è degenerata in rissa nel giro di pochi secondi. Non appena i due impiegati sono usciti fuori, i cinque irlandesi li hanno accerchiati e colpiti. A chiamare i soccorsi, sono stati alcuni passanti quando hanno visto la scena con i ragazzi che si spintonavano e si picchiavano: «Correte, qui si ammazzano di botte», hanno riferito al numero unico delle emergenze. 

In pochi istanti una pattuglia dei carabinieri è arrivata sul posto insieme a due ambulanze. I militari hanno subito separato i due gruppetti e proceduto con il riconoscimento di tutti i coinvolti nella zuffa. Per due di loro è stato necessario l’intervento dei sanitari che li hanno medicati sul posto: hanno riportato contusioni e lievi ferite.

Ora per gli investigatori restano alcuni punti da chiarire. Nei prossimi giorni verranno ascoltati ancora i due camerieri del ristorante intervenuti nel tentativo di sedare la rissa. La stessa procedura, per i cinque ragazzi che erano in visita nella Capitale e che hanno dato in escandescenza per una birra negata. 

I danni

«Il peggio è accaduto all’esterno del ristorante. I turisti hanno rotto alcune sedie, nulla di più. La paura però è stata tanta - racconta ancora Yu - noi gli abbiamo solo detto che stavamo chiudendo e che non potevamo più vendere alcol. Poi hanno chiesto le sigarette che noi non vendiamo. Non capisco perché abbiano poi avuto questa reazione». Il ristorante ha aperto regolarmente già lo scorso sabato, il giorno successivo alla rissa. Anche se titolare e impiegati sono in attesa della chiusura delle indagini. Le loro deposizioni sono già state registrate. Restano invece da chiarire le posizioni dei cinque irlandesi e la miccia che ha acceso la furibonda lite. 

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