Roma, rivolta durante l'arresto al Tiburtino III: in 50 scendono dalle case popolari e accerchiano i poliziotti

Roma, rivolta durante l'arresto al Tiburtino III: in 50 scendono dalle case popolari e accerchiano i poliziotti
di Alessia Marani
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Martedì 18 Maggio 2021, 01:05 - Ultimo aggiornamento: 19 Maggio, 10:56

Intervengono per una lite tra fidanzati, il ragazzo ha bevuto, è fuori di sé e dà in escandescenze, a chiamare i poliziotti è la madre di lui, disperata. Ma quando gli agenti arrivano non solo vengono aggrediti dal giovane e dalla ragazza, ma al momento di portarli via, nel cortile delle case popolari del Tiburtino III, scoppia la rivolta: a decine scendono giù dai palazzoni, accerchiano e aggrediscono gli agenti rimasti di sotto. Sono almeno cinquanta le persone che iniziano a inveire contro di loro e a tentare di strappare all’arresto i ragazzi. Tanto che dalla sala operativa della Questura in un baleno fanno arrivare sul posto altre 15 volanti oltre alle due pattuglie già presenti, pur di riportare la calma. Il bilancio del pomeriggio di follia andato in scena domenica in via Debussy finisce con 4 poliziotti feriti, la giovane coppia - entrambi diciottenni - arrestata arrestati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e un minore denunciato per gli stessi reati. Tutti sono già tornati in libertà, per i fidanzati l’arresto ieri mattina è stato convalidato ma con i termini a difesa, vale a dire che non avranno nessuna misura cautelare fino al processo. Le violenze non si erano limitate sul posto ma erano continuate anche all’ospedale Sandro Pertini, dove il ragazzo, poi sedato, si trova ancora ricoverato in osservazione. Anche qui erano arrivati alcuni dei presenti al Tiburtino che se la sono presa con i sanitari. Sono in corso indagini per risalire a tutti gli autori dell’aggressione.

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I fatti - La richiesta di aiuto della madre di Valerio G., che non ha ancora compiuto 19 anni, arriva al numero unico 112 intorno alle 17.45 di domenica. «Mio figlio è ubriaco e violento, non so più come trattenerlo, sta litigando con la fidanzata». Poi una successiva chiamata: «Ora è uscito, indossa una maglia rossa». Gli agenti delle Volanti lo intercettano nei pressi del portone dell’abitazione, è in compagnia della ragazza, Consuelo M.. Il diciottenne appena vede le divise comincia a urlare insulti e minacce, mentre la madre esce di case e chiede scusa per il suo comportamento se la prende anche con lei: «Hai fatto venire le guardie, t’ammazzo». I poliziotti chiedono l’ausilio del personale sanitario del 118 dal momento che il giovane è agitato e sconvolto. Ma neanche il medico riesce a calmarlo con le parole.

Cocci e forbici -  Prova a sedarlo, ma lui è incontenibile. Rientra in casa, comincia a scagliare oggetti di ogni tipo contro gli agenti e gli infermieri, un poliziotto lo ferma e lo butta a terra, la fidanzata afferra delle forbici per le unghie e tenta di sferrato un colpo all’agente che lo schiva per un soffio. Valerio si rialza e con il coccio di un vaso rotto colpisce il poliziotto a un fianco. La colluttazione è violenta, ma alla fine gli agenti hanno la meglio ma al momento di uscire dall’abitazione e di portare i fermati nelle auto di servizio, queste erano circondate da decine di persone che si stavano scagliando contro i due agenti rimasti fuori. La folla ha cercato di impedire l’arresto. Il più agguerrito è un ragazzino di 17 anni che sferra calci e pugni a un poliziotto. Solo quando cominciano ad arrivare le altre auto della polizia a sirene spiegate, la folla di disperde. Valerio, sedato dal personale del 118, viene accompagnato al Pertini, dove accorrono altri giovani già visti in via Debussy. Quattro poliziotti sono rimasti feriti e sono stati refertati ciascuno con una prognosi di 10 giorni. Sei i giorni di prognosi, invece, a Consuelo M., contusa durante la colluttazione in casa. Le indagini proseguono. I poliziotti hanno identificato alcune delle persone presenti al Pertini. Scatteranno altre denunce.

 

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