Roma, nuova maxi-rissa in piazza del Popolo: si ritrovano in 200 senza mascherina, molti i minorenni

Roma, nuova maxi-rissa a piazza del Popolo: 150 giovani assembrati, identificati 5 minorenni
di Fabio Rossi
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Domenica 31 Gennaio 2021, 00:21 - Ultimo aggiornamento: 14:10

Nuova giornata di follia e scontri in centro storico. In un sabato pomeriggio di assembramenti, tra via del Corso e le principali strade commerciali, si è registrata una maxi rissa in piazza del Popolo tra una decina di adolescenti, in una folla di duecento giovanissimi senza mascherina. Dopo l’intervento di polizia e carabinieri - le forze dell’ordine hanno un presidio fisso nella piazza - sono stati identificati cinque minorenni, portati al commissariato Trevi-Campo Marzio. Non si segnalano al momento feriti, neanche tra i protagonisti della rissa.

 


LE PROPOSTE
E i ristoratori lanciano le loro proposte anti caos: meno assembramenti per la movida - con lo stop al consumo di alcol per strada e all’asporto nelle strade della vita notturna - ma più clienti ai tavoli, con orari di chiusura dei pubblici esercizi da spostare oltre le 18. La ricetta per riaprire bar e ristoranti anche nelle ore serali, con il ritorno del Lazio in zona gialla, arriva dalle associazioni di categoria. Che anche ieri hanno sentito gli operatori del settore, pronti a portare le nuove proposte al prefetto di Roma e, successivamente, al Governo e al Comitato tecnico scientifico. E si conferma il via libera ai “patentini vaccinali”, «che saranno molto utili soprattutto in primavera ed estate, quando il piano di vaccinazioni avrà raggiunto un buon numero di persone», dicono i rappresentanti degli organismi di categoria.


GLI ORARI
Baristi e ristoratori hanno un obiettivo chiaro, da raggiungere nel breve periodo: spostare in avanti le lancette della chiusura. In zona gialla l’idea sarebbe poter restare aperti fino alle 21-21,30 o, in subordine, separare gli orari dei ristoranti (stop alle 21) da quelli del bar (servizio fino alle 20. «L’orario di chiusura alle 18 potrebbe restare nel malaugurato caso il Lazio tornasse in zona arancione, che attualmente costringe a limitarsi all’asporto e al delivery per tutto il giorno», ipotizza Claudio Pica, leader romano di Fiepet-Confesercenti. I dati sui ristori erogati fino a ora dallo Stato per i pubblici esercizi, peraltro, aumentano le lamentele degli operatori: «Rispetto al fatturato totale perso dal settore, i risarcimenti arrivano appena al 5 per cento», sottolinea Pica. I gestori sono pronti a dare una mano sul fronte della lotta agli assembramenti.


NEI LOCALI
Tra le proposte della categoria, per esempio, c’è lo stop alla vendita da asporto a partire dalle 18 (quattro ore prima di quanti accade adesso) nelle strade della movida: un modo per evitare assembramenti fuori dai locali tra Trastevere, San Lorenzo, Pigneto, Monti, Ponte Milvio e negli altri quartieri della vita notturna romana, dove si potrebbe quindi consumare esclusivamente ai tavoli. Non solo: al prefetto si chiederà di vietare il consumo di alcol all’aperto, sempre dopo le 18. Inizialmente si ipotizzava di vietarne la vendita nei mini market, ma una disposizione di questo tipo creerebbe una sperequazione con i supermercati. Tra le misure proposte dai titolari di bar e ristoranti, per prevenire il contagio all’interno dei locali e tracciare eventuali casi di positività, ci sono anche l’obbligo di prenotazione dei tavoli e la misurazione della temperatura a tutti i clienti.
Fabio Rossi

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