ROMA

Roma, parchi invasi dai rifiuti, i giardinieri fannulloni: «Pronti per il barbecue»

Martedì 11 Febbraio 2020 di Lorenzo De Cicco
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Roma, parchi invasi dai rifiuti
i giardinieri fannulloni
«pronti per il barbecue»

Cumuli di rifiuti abbandonati nel parco. E il giardiniere del Comune è alla griglia del barbecue, con la legna ben accatastata nel magazzino pubblico, pronta per la brace. È successo pure questo, durante i controlli voluti dalla Direzione Rifiuti del Campidoglio, ispezioni che hanno messo sotto la lente l’operato degli addetti del Verde: da contratto, dovrebbero portar via l’immondizia nelle ville storiche dell’Urbe. Invece non vogliono più occuparsi dell’incarico. Tanto che l’amministrazione ora sta pensando di affidare il compito all’Ama, col rischio di un aggravio milionario per le casse comunali (perché il servizio “extra” non sarebbe coperto dalla Tari). Ma tant’è. I giardinieri, subito spalleggiati dai sindacati, non vogliono «fare i netturbini» dei grandi parchi della città. E sperano che le trattative tra il Campidoglio e la municipalizzata dei rifiuti vadano a segno, in modo che a occuparsi della mansione, d’ora in poi, siano gli spazzini dell’azienda. Del resto quando il Comune ha controllato, in più di un caso gli uomini del Servizio Giardini già mostravano scarsissima - per non dire nulla - attenzione all’immondizia che invade tanti spazi verdi della città.

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Per esempio a Villa Sciarra, in una delle prime ispezioni, a giugno 2018, un giardiniere comunale è stato trovato «accanto al barbecue», racconta chi ha partecipato al sopralluogo. C’erano perfino i ciocchi da ardere ben impilati: «È stata riscontrata la presenza di cataste di legna all’interno dei locali inutilizzati», si legge nel verbale stilato da Laura D’Aprile, manager del Ministero dell’Ambiente che da due anni guida la Direzione Rifiuti del Comune. A quel “blitz”, si legge nel documento di cui Il Messaggero è in possesso, presero parte anche un funzionario dell’Ama e un membro del Comitato di “Villa Sciarra”, uno dei tanti parchi spesso fagocitati dall’incuria. Neanche a dirlo, mentre l’operatore era accanto alla griglia, nel parco vennero rinvenuti «rifiuti speciali abbandonati» e in generale uno «stato di degrado». Nemmeno l’erba era stata tagliata: il giardiniere, messo alle strette, ha lamentato «la carenza di personale (erano presenti due unità di personale appartenenti a categorie protette inabili al lavoro, oltre a lui) e di mezzi idonei (l’unico mezzo di trasporto presente era privo di revisione e quindi inutilizzabile)», così si legge nel verbale dell’ispezione.
I controlli della Direzione Rifiuti sono proseguiti e non sono state le uniche indagini. A fine giugno dello scorso anno, è scattata una retata contro i giardinieri assenteisti di Roma: 30 indagati in tutto, 9 dipendenti comunali denunciati e sospesi, accusati di passare il turno nei giardini privati, per incassare un doppio stipendio a fine mese.

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