Roma, netturbini Ama in sciopero: e i rifiuti restano in strada

Minidiscariche anche in molti angoli del centro: la pioggia ha poi creato fiumi di immondizia

Roma, netturbini Ama in sciopero: e i rifiuti restano in strada
di Francesco Pacifico
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Martedì 9 Novembre 2021, 07:14

Marciapiedi ancora più colmi di sacchetti del solito in tutto il quadrante Est. Cassonetti traboccanti anche più a Nord, a Torrevecchia come sulla Flaminia. Minidiscariche che si sono formate in vari angoli delle vie del Centro. Con la pioggia battente per tutta la mattinata, che ha finito per creare fiumiciattoli di cartacce o bottigliette di plastica. Lo sciopero dei dipendenti dell'Ama ieri ha messo ancora più in ginocchio Roma, già invasa dall'immondizia in molte strade. Garantiti soltanto i servizi essenziali per ripulire ospedali, farmacie e caserme.
Ufficiosamente, i sindacati parlano di un'adesione intorno al 50 per cento, l'azienda si ferma al 40, numeri non altissimi rispetto alle agitazioni del passato. Ma tanto è bastato per rallentare ancora - se non bloccare in alcuni casi - di più le operazioni di raccolta in un'azienda, dove normalmente è disponibile per circolare soltanto poco più del 40 per mezzo dei mezzi e, dopo l'introduzione del Green pass, ci sono giorni in cui fino al 20 per cento del personale non è arruolabile. Minori addetti anche nei giri della tarda mattina, quelli necessari soprattutto a garantire lo spazzamento intorno ai cassonetti e le operazioni di decoro vicino ai monumenti.


Senza dimenticare che Roma va verso una nuova emergenza rifiuti, perché Ama non sa mandare circa un migliaio di tonnellate materiale indifferenziato prodotte ogni giorno. In quest'ottica, oggi, è previsto un vertice tra il Comune, la Regione e il nuovo amministratore unico della municipalizzata, Angelo Piazza, per affrontare il nodo degli sbocchi: per trovare nuovi Tmb, tritovagliatori e discariche fuori regione (in primis Campania e Puglia, ma anche Toscana, Emilia Romagna e Abruzzo) dove mandare la spazzatura della Capitale. Sicuramente il Campidoglio chiederà a via Cristoforo Colombo di stringere un accordo con la Regione Lombardia per sbloccare l'intesa già stretta tra Ama e Mantova ambiente, necessaria per inviare al Nord circa una settantina di tonnellate di materiale indifferenziato al giorno, sia da trattare nei Tmb sia da smaltire in discarica. Non è escluso che la Regione debba emanare come in passato ordinanze straordinarie per chiedere ai privati del Lazio di aumentare i conferimenti verso Roma.

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RITARDI E PROTESTE

Tornando allo sciopero, come detto, i maggiori problemi si sono registrati nella parte Est della Capitale: erano stracolmi di rifiuti i marciapiedi di Centocelle, Tiburtino, Prenestino, Tor di Schiavi o il Tuscolano. Stessa situazione, nello stesso quadrante ma più Nord, al Tufello, a Conca d'Oro o al Quartiere Africano. Per mancanza di personale non sono state aperte alcune stazioni Ama nella parte settentrionale della Capitale. Più sporche rispetto al solito le strade intorno a Torre Vecchia, alla Cassia, a tutta l'area della Flaminia fino al Salario o alla Balduina. Problemi anche nel centro storico e nei quartieri limitrofi come Prati, San Pietro o Trastevere. Lavinia T., residente a Testaccio, denuncia: «Da noi c'è la raccolta porta a porta, ma gli addetti dell'Ama non passano da almeno lo scorso fine settimana». Sempre per lo sciopero ha lavorato a scartamento ridotto il Tmb di Rocca Cencia, l'unico rimasto ad Ama. Vista la situazione, ieri il Comune ha rinviato alla serata le operazioni previste per il piano di pulizia della città, come quelle in viale Liegi.

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