Roma, reparti Covid riattivati in altri cinque ospedali: ricoveri cresciuti dell'86%

Roma, reparti Covid riattivati in altri cinque ospedali
di Flaminia Savelli
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Giovedì 19 Agosto 2021, 07:58

La prima direttiva per riaprire i posti Covid negli ospedali era stata inviata il 16 luglio scorso. Con una nota ufficiale dalla Regione Lazio a tutte le dirigenze sanitarie. Un'accelerata dopo la prima impennata di contagi da variante Delta con il sistema delle aperture a soffietto e l'obiettivo di organizzare le strutture. Dopo l'ultimo report - del 16 agosto - ancora da via Cristoforo Colombo sono state inviate le nuove direttive con le riaperture che dovranno essere garantite entro il prossimo 22 agosto. Per un totale complessivo di 967 letti dell'intera rete ospedaliera.
Un programma serrato che segue, così come stabilito, la curva del contagio e dei nuovi positivi. Secondo l'ultimo bollettino regionale, ieri nel Lazio sono stati 703 i nuovi casi positivi di cui 425 a Roma, (+ 134 rispetto al giorno precedente). Calano invece i decessi che sono stati 6 (-2). Con la colonna degli attuali casi positivi ora a 17.717 malati in tutta la Regione.

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La mappa delle riaperture - Quindi i dati dei ricoveri: i ricoverati sono stati 19 in più rispetto al giorno precedente con un totale di 524. Mentre nelle terapie intensive calando, da 66 a 64 malati. Con la mappa delle riaperture dei nuovi posti letto già inoltrata.
I prossimi ospedali a riconvertire parte della rete - entro domani- sono il San Giovanni Addolorata, il Sant'Andrea e il San Camillo Forlanini.
In lista dalla prossima settimana invece- entro il 22 agosto- l'ospedale Vannini. In questo caso però si specifica nel documento: «da attivare dopo la verifica del check point settimanale». Mentre per Tivoli, le dodici postazioni previste sono state attivate da ieri.
Secondo gli ultimi dati regionali, rispetto al 2 agosto, l'indice di occupazione per i ricoveri ordinari ha segnato una crescita pari all'86, 8%. Più contenuti i ricoveri nelle terapie intensive, cresciuti però del 49%.

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Il check point - Ma nel complesso la rete ospedaliera non è sotto pressione. L'assessore regionale alla Salute, Alessio D'Amato, già il 16 agosto ha ribadito che il Lazio resterà in zona bianca: con il livello complessivo di letti ordinari e di posti in terapia intensiva al 7 per cento. Una cifra lontana dai tetti del 15 e del 10 per cento, che se superati e uniti a un'incidenza di 150 casi ogni 100mila abitanti, impongono la zona gialla.
Intanto La direzione generale nel documento inviato agli ospedali del Lazio specifica anche che nei reparti deve essere assicurato «un equilibrio dei posti letto tra aree disciplinari, in particolare medica e chirurgica, sufficienti a garantire le seguenti priorità assistenziali». Con la specifica: «La conversione dei posti letto dedicati è finalizzata alle priorità assistenziali, in particolare ricoveri di urgenza, percorso oncologico, reti tempo-dipendenti, patologie a rischio dirapido deterioramento clinico».
Infine la richiesta di «supportare il processo di dimissione nei giorni prefestivi e festivi». Una misura necessaria e già attivata nelle fasi più acute della pandemia per garantire i posti liberi e quindi i ricoveri per i nuovi malati.

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