Roma, rapina giovane sul bus: i passeggeri lo fanno arrestare

Martedì 3 Marzo 2020

Aveva appena sfilato il cellulare dallo zaino di una ragazza quando alcuni passeggeri del bus hanno notato il gesto e tentato di fermarlo. Ma lui, come nulla fosse, ha provato a fuggire. Pronta la reazione dell'autista che appena ha potuto, ha fermato il mezzo e dato l'allarme. Così i carabinieri della Stazione viale Eritrea hanno arrestato domenica sera un 36enne del Senegal, senza fissa dimora, irregolare in Italia e con precedenti, con l'accusa di furto aggravato. Poco prima, infatti, mentre si trovava a bordo dell'autobus Atac, linea 111, l'uomo si era impossessato dello smartphone di una giovane, sfilandolo dalla borsa che aveva a tracolla. Il ladro è stato notato da alcuni passeggeri che hanno richiamato l'attenzione dell'autista che, poco dopo, ha azionato il freno in piazzale della Stazione Tiburtina e ha prontamente allertato un carabiniere in servizio presso lo scalo ferroviario. Il militare ha bloccato il 36enne e successivamente con l'aiuto dei colleghi di pattuglia è stato portato in caserma e trattenuto in attesa del rito direttissimo.

«È un continuo - si sfoga uno dei tanti pendolari - io prendo ogni giorno i mezzi e bisogna tenere gli occhi aperti su metro e autobus. È pieno di borseggiatori di tutte le età. Io ormai ho l'abitudine di mettere soldi e documenti in tasca, nello zaino poche cose». Il giovane dopo il furto aveva tentato di fuggire, solo l'intervento delle altre persone a bordo ha permesso di incastrarlo. Alla ragazza è stato riconsegnato il cellulare, mentre il bus ha ripreso la corsa regolarmente. «Qui le paure sono tante - si sfoga una studentessa che ogni giorno prende bus, metro e trenino per tornare a casa - Bisogna stare attenti a tutto e tutti. Non solo ai pazzi che possono spingerti sotto un treno, ma anche a tutti quelli che tentano di rubarti il portafoglio, o che tentano di infilarti le mani dappertutto, con la scusa che i vagoni sono affollati». E racconta: «Io ogni giorno prendo il trenino a Lunghezza, poi la metro a Tiburtina e infine l'autobus, qualche volta me la faccio a piedi e salto il bus. Per il resto è sempre la stessa storia: bisogna fare attenzione a tutto, proprio tutto. Sulla metro spesso sono giovanissimi o giovanissime, sui bus si tratta di persone adulte. Si potrebbe fare uno studio. Resta il fatto che il pericolo è sempre dietro l'angolo».
 

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