ROMA

Roma, mamma e bimbo sequestrati dai ladri in casa: «I soldi o uccidiamo tuo figlio»

Mercoledì 1 Aprile 2020 di Marco De Risi
Mamma e bimbo sequestrati dai ladri in casa: «I soldi o uccidiamo tuo figlio»

Un baby gangster provetto. La rapina è accaduta una settimana fa al Casilino. Un mamma di 20 anni, con il bimbo piccolo, è stata sequestrata in casa da due banditi che l'hanno minacciata di uccidere il figlio, e di violentarla se non gli avesse consegnato tutti i soldi che aveva in casa. Un colpo dalle modalità feroci che si arricchisce di un altro particolare inquietante: la polizia con una breve indagine ha arrestato uno dei responsabili. Lui ha 15 anni, già pregiudicato ed è, quindi, considerato l'autore del blitz dalle modalità agghiaccianti. «Dovevamo terrorizzare quella ragazza altrimenti non ci avrebbe consegnato tutto l'oro che aveva», ha raccontato agli investigatori l'arrestato, come per giustificarsi.

SANGUE FREDDO
Il minore ha stupito, per la sua lucidità e sangue freddo, i poliziotti che ora lo sospettano di essere l'autore di altri colpi avvenuti nella stessa zona e con le stesse modalità.
Il quartiere di caccia del quindicenne e di un complice (che avrebbe le ore contate) era la Borghesiana, la zona in periferia del Casilino. I banditi, di pomeriggio, s'introducono nell'abitazione della giovanissima madre che sta in casa con il bimbo piccolo. La coppia di rapinatori non ha fatto grossi calcoli. Ha deciso che quella era la casa giusta (anche perché aveva una porta finestra la cui serratura si poteva scassinare facilmente) per entrare a rubare. E' accaduto che i due erano all'interno insieme alla proprietaria di casa che si stava riposando sul letto con il bimbo. «Mi è preso un infarto - ha raccontato la vittima alla polizia -, d'improvviso ho visto quei due, incappucciati che giravano per il salotto. Ho creduto di morire».

LA VIOLENZA
I rapinatori, una volta scoperti, avrebbero potuto fuggire. Invece il quindicenne e il complice non hanno avuto problemi in trasformarsi in belve. Violenza e sangue freddo. Hanno spintonato la donna insultandola e terrorizzandola fino al punto di farle credere che l'avrebbero stuprata. L'hanno picchiata sul viso e sulla schiena. Poi, si è verificata l'escalation di violenza quando i banditi hanno detto alla madre che avrebbero ucciso il figlio piccolo. La vittima tenta di difendersi, mentre il bambino si è messo a piangere dal terrore. Così dopo le minacce e le percosse, i rapinatori si sono impossessati di oggetti dal valore di 800 euro e sono fuggiti a bordo di un'auto. Ad indagare gli agenti del commissariato Casilino che hanno in piedi ancora un'inchiesta per fare luce su altre rapine accadute nella zona.

MONDO DELLA RICETTAZIONE
Ed è molto probabile che gli autori siano il minore arrestato ed il complice. Gli agenti di Casilino come sono arrivati ad incastrare il minore? I poliziotti hanno seguito il percorso degli oggetti rubati, indagando nel mondo della ricettazione. Il ricettatore, appena ha saputo le modalità violente della rapina, ha subito collaborato con la polizia descrivendo il minore dal punto di vista somatico. Ecco che gli investigatori hanno eseguito altre indagini fino ad arrivare al quindicenne. Ma tutto questo non bastava ad arrestarlo. Gli agenti hanno provato che il minore era proprio nella zona della rapina, lo stesso giorno ed alla stessa ora. Ecco che il magistrato delle indagini preliminare ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare per il baby criminale che ora si trova nel carcere di Casal del Marmo.

Ultimo aggiornamento: 10:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA