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Roma, esce di casa e si getta con la macchina nel Tevere: il corpo recuperato a Ponte Marconi. Diceva: «Non ce la faccio più»

Giovedì 22 Aprile 2021 di Flaminia Savelli
Le operazioni di recupero eseguite dai vigili del Fuoco

«Non ce la faccio più ad andare avanti così», ha confidato alla compagna. Poi è uscito di casa e ha fatto perdere le sue tracce. Ecco perché la donna, non vedendolo rientrare dopo poche ore, è andata dai carabinieri e ha sporto denuncia di scomparsa. Le ricerche di G. C., un venditore ambulante di 44 anni, sono partite così mercoledì pomeriggio. E sono finite questa mattina quando i militari della Garbatella, seguendo il segnale del Gps dell’auto sono arrivati fino alle sponde del Tevere, all’altezza di ponte Marconi, a Roma. Una volta lì, ancora freschi sul fango, c’erano i segni dei pneumatici. 

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Solo nel pomeriggio si sono concluse le operazioni di recupero. Una squadra di sommozzatori per tutta la mattina ha dragato il fiume intorno all’ultimo segnale registrato dal Gps, poi hanno intravisto nell’acqua torbida la macchina. La Smart con cui lo scomparso si era allontanato da casa. Hanno quindi agganciato la vettura, con il corpo dell’uomo ancora all’interno, tirandola fuori dall’acqua. Le operazioni di recupero sono terminate ieri pomeriggio, poco dopo le 17. Grazie alla denuncia è stato possibile risalire subito all’identità dell’uomo.

Nei prossimi giorni, verrà invece eseguita l’autopsia per accertare l’ora del decesso e le cause. Intanto i carabinieri di via Orlando Luigi, hanno avviato le indagini per ricostruire le ultime ore di vita. Resta infatti da accertare il motivo del gesto disperato. Da quanto riferito dalla compagna, in passato aveva avuto problemi di alcol e droghe. A cui, negli ultimi mesi, si sarebbero aggiunti anche quelli legati al lavoro di ambulante. Secondo i racconti della donna inoltre, già nei giorni precedenti aveva più volte confessato la volontà di togliersi la vita: per fare chiarezza gli investigatori hanno sequestrato il cellulare. Alla ricerca di informazioni nei tabulati e nelle conversazioni telefoniche. Il sospetto è che a spingere l’uomo nelle acque del fiume possa essere stato un debito di soldi. Forse legato al giro della droga. Solo un’ipotesi investigativa, al momento. 

Ultimo aggiornamento: 20:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA