Roma, via i sigilli anche alle piste ciclabili: «Ne faremo altre, ma provvisorie»

Gli esperti: rischioso, le corsie per le due ruote vanno protette
di Stefania Piras
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Domenica 3 Maggio 2020, 11:09

Si dovrà pedalare di più in mezzo al traffico, secondo la giunta capitolina che ha appena approvato un piano straordinario per la realizzazione di 150 chilometri di nuovi percorsi ciclabili transitori a Roma (e non temporanei, viene specificato) sulle principali vie della città e su altri itinerari considerati «strategici» per la Fase 2 dell'emergenza sanitaria. In più è stato deciso che i varchi elettronici rimarranno aperti fino a fine maggio. L'obiettivo dell'amministrazione è disincentivare l'uso del mezzo privato a motore e dare via libera a bici e monopattini. Da domani le ciclabili torneranno tutte percorribili di nuovo. E in tempi rapidi comparirà «una rete interconnessa di corsie ciclabili in gran parte nel lato destro della carreggiata, mediante sola segnaletica orizzontale e verticale». Dunque: niente cordoli o percorsi chiaramente separati tra auto e bici.

Le prime realizzazioni saranno: il prolungamento della ciclabile Tuscolana, da piazza Cinecittà a Largo Brindisi; da piazza dei Giureconsulti a Porta Cavalleggeri; da piazza Cina a viale Egeo; il prolungamento della ciclabile Nomentana fino a piazza della Repubblica; da Fonte Laurentina a viale Cristoforo Colombo; da piazza Pio XI ai Colli Portuensi. In molti casi si è in presenza di carreggiate molto larghe. E non bastano i pittogrammi o semplici verniciate sull'asfalto per avvertire che lì correrà una ciclabile. Servono anche interventi solidi e la moderazione della velocità: elementi essenziali «per consentire percorsi sicuri ed evitare incidenti».

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Lo dicono in coro gli esperti di mobilità sostenibile. «Le ciclabili devono poter essere sicure, se ci troviamo in contesti esterni ai centri storici o ad aree residenziali il pittogramma a terra non basta», dice Patrizia Malgieri, della società Trt, esperta che ha contribuito a scrivere le linee guida sulla mobilità ciclabile per la Commissione Europea. «Più stretta è la carreggiata più si può moderare la velocità. Maggiore è la velocità delle auto che passano sulla strada invece, maggiore è la necessità di proteggere e separare bene la ciclabile per tutelare il ciclista; in tutti i casi dipingere a terra delle strisce non basta soprattutto se devono diventare ciclabili permanenti», spiega anche Luca Persia, professore di Politiche dei trasporti facoltà di Ingegneria civile dell'università Sapienza.

Questi cantieri intanto partiranno nei prossimi giorni, impiegando risorse finanziarie già presenti in Bilancio. Gli itinerari sono in coerenza con quanto previsto dal Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) e dal Piano generale del traffico urbano, dicono dal Comune. «Potremo così limitare il ricorso alle autovetture e alleggerire il peso sul trasporto pubblico», ha dichiarato il sindaco Virginia Raggi. «Sono ciclabili transitorie e non temporanee, perché data l'emergenza le realizziamo velocemente in modalità semplificata, secondo quanto previsto in tempi molto più dilatati, e comunque con la massima sicurezza per tutti gli utenti della strada, con il programma di perfezionarle mano a mano che verranno definiti i progetti e le cantierizzazioni con gli ulteriori dettagli, per classificarle infine come permanenti», ha spiegato l'assessore alla Città in movimento Pietro Calabrese. Ma in attesa che diventino ciclabili vere, «classificate come tali», chi ci si arrischierà?

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