Roma, nel Pantheon deserto spuntano i fiori sulla tomba di Raffaello

Martedì 7 Aprile 2020 di Laura Larcan
foto di FRANCESCO TORIATI

Bello e dannato. Raffaello morì a 37 anni all’apice della carriera, amando l’arte e le donne. Si spense all’improvviso, dopo notti di febbre e spasmi (e solo questo alimentò fior di leggende). Era un venerdì santo, di 500 anni fa. Il 6 aprile del 1520. «Le cronache dell’epoca, e lo stesso Giorgio Vasari nella sua Biografia, riportano lo sgomento che prese l’intera corte pontificia», racconta l’illustre storico dell’arte Claudio Strinati. Una singolare coincidenza, il 6 aprile, giorno della nascita e della morte: «Significa vedere il punto d’arrivo di una vita compiuta - commenta Vittorio Sgarbi - in pochi anni ha fatto quello che un altro uomo neanche in 100 anni avrebbe fatto». Un compleanno singolare, “al buio”, con i musei a porte chiuse per l’emergenza da coronavirus, tutto giocato sulle potenzialità del digitale, sulla suggestione delle immagini e l’entusiasmo delle voci.
 

 

La giornata è iniziata lunedì mattina presto, alle 9, in un insolito Pantheon deserto, avvolto da un’aura di silenzio, quasi mistico. Qui, il personale del Mibact ha deposto un mazzo di fiori sulla tomba del Divin Pittore, insieme a disegni di carta dove i bambini hanno scritto «Andrà tutto bene». Ma la festa virtuale è continuata, sotto la regia del Ministero dei beni culturali e del turismo che ha raccolto in un docufilm le testimonianze di famosi esperti di Raffaello, sul leitmotiv dell’amore (visibile sul canale Youtube (https://www.youtube.com/watch?v=qJiSm9y-jzE:). C’è il contributo del direttore dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Marco Ciatti, che ha restaurato ben 15 quadri di Raffaello e ne conosce nei minimi dettagli la tecnica pittorica: «un’apparente facilità che nasconde invece un lavoro duro e faticoso».

E sfilano le riflessioni del restauratore e scrittore Antonio Forcellino, della direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta, del direttore degli Uffizi Eike Schmidt (il museo fiorentino lancia sui canali social un video al giorno sul Divin Pittore), fino alla scrittrice Melania Mazzucco («per Raffaello l’amore è l’unico dio, più importante di Giove o di Marte, e né l’ingegno né l’arte potevano spegnere questo fuoco»). E sempre più sofisticati diventano da oggi i contributi video lanciati dalle Scuderie del Quirinale guidate da Mario De Simoni. Se la grande mostra-evento resta inaccessibile, il sito internet e i canali social propongono un ricco palinsesto quotidiano, dal tour virtuale agli incontri interattivi con i curatori che rispondono alle domande del pubblico. «L’augurio è che le porte della mostra si possano riaprire quanto prima - ha commentato ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - e che da quello spirito rinascimentale che rese impareggiabile l’arte di Raffaello si possa trarre energia per una ripartenza dell’Italia e dell’Europa».

Persino il fumetto Topolino celebra il genio del Rinascimento Italiano. Sarà in edicola domani con una storia speciale: il protagonista è Paperello Sanzio, un paperotto prodigio, figlio d’arte, pronto a ricevere l’eredità artistica di famiglia e a superarla grazie alla sua bravura. E si attendono ora, dopo l’estate, una volta superate le misure di quarantena imposte dall’emergenza, gli altri eventi espositivi programmati nell’ambito delle celebrazioni. La Domus Aurea offrirà un allestimento multimediale dell’Aula Ottagona dedicato alla riscoperta e invenzione delle “Grottesche” da parte di Raffaello e dei pittori del Rinascimento (il monumento inaugurerà il nuovo ingresso attraverso una galleria che ospiterà la passerella panoramica di Stefano Boeri). L’Appia Antica, con la villa romana a Capo di Bove, racconterà, invece, il Raffaello “sovrintendente”, appassionato di antichità e impegnato nella tutela del patrimonio di Roma. Senza dimenticare la riscoperta degli affreschi della Villa Farnesina.

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