ROMA

Roma, omicidio sul Tevere: «Galioto ha ucciso per rapina», sospetti per un terzo caso

Lunedì 11 Maggio 2020 di Michela Allegri e Camilla Mozzetti

Sulla banchina del Tevere a pochi metri da Ponte Sisto resta ancora traccia di quel terribile pestaggio a seguito del quale Petret Stoica, il clochard romeno di 38 anni che girava il mondo in bicicletta con un gatto aggrappato al collo, ha perso la vita. Ma lungo il Biondo fiume - che tante ne ha viste e tanto ha sempre nascosto - ci sono altre tracce che, benché il tempo abbia offuscato e in parte cancellato, potrebbero alla fine portare sempre allo stesso uomo: Massimo Galioto.
Ci sono almeno due altri omicidi, il primo del 2012 e il secondo del 2015, compiuti con la stessa dinamica all'interno del medesimo contesto, ovvero quello dei senzatetto e barboni che hanno fatto delle sponde il loro regno di carta e disperazione, di cui non si conosce il responsabile. E dietro a uno di questi - è l'ipotesi degli inquirenti - potrebbe esserci la firma dell'italiano 45enne, figlio di commercianti ma convertito da tempo alla vita del punkabbestia.

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Galioto, che dovrà affrontare come imputato per omicidio il processo d'appello per la morte dello studente statunitense Beau Solomon dopo essere stato assolto in primo grado nel 2019, al momento è considerato il responsabile della morte di Stoica. Prove schiaccianti in mano agli investigatori e alla Procura non lascerebbero spazio a dubbi: si tratta di due video girati con i cellulari da alcuni passanti che hanno immortalato giovedì scorso una scena chiara, anche se a distanza. Si vede un uomo scagliarsi con calci addosso al corpo ormai esanime del romeno. La fisionomia, i capelli, i vestiti indossati tracciano il profilo di Galioto che, invece, in fase di interrogatorio di convalida non ha risposto al gip Clementina Forleo in teleconferenza dal carcere di Regina Coeli, rilasciando solo una dichiarazione spontanea: «Quando sono arrivato il romeno era già morto». Oltre ai video, ci sono anche le testimonianze di almeno 8 persone che hanno assistito al pestaggio riconoscendo poi in Galioto l'aggressore.

LE IPOTESI
Ora gli investigatori - gli agenti di polizia del commissariato Trevi guidati da Mauro Fabozzi e gli uomini della Squadra Mobile - stanno allargando il raggio delle indagini e presto potrebbero emergere elementi validi a sostenere la tesi secondo cui il punkabbestia potrebbe essere coinvolto in un altro omicidio avvenuto cinque anni fa a poca distanza da Ponte Sisto.
Per il momento dopo l'interrogatorio di garanzia per l'omicidio di Stoica sono state prese le impronte dei denti del labrador di Galioto per confrontarle poi con i morsi trovati sul corpo della vittima e verificare che sia proprio quell'animale a essersi scagliato contro l'uomo.

IL MOVENTE
Ma perché il romeno è stato ucciso? Dietro l'aggressione potrebbe esserci stata una discussione nata per futili motivi anche se le indagini avrebbero tratteggiato un altro quadro. Galioto, pur vivendo da anni sulle sponde del Tevere, non è ben visto dalla comunità di senzatetto che le popolano per via del suo carattere, definito da molti clochard «irascibile e prepotente». Alcuni di loro avrebbero detto che il romeno - di tutt'altra tempra - custodiva i soldi di alcuni di loro e l'ipotesi, dunque, è che Galioto abbia tentato di rapinarlo per impossessarsi del denaro.

Ultimo aggiornamento: 08:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA