Roma, nonna si perde a Trastevere: torna a casa grazie ai social (e alla moglie del regista Francesco Bruni)

La nonna si perde a Trastevere e non sa tornare a casa, ecco come ci riesce grazie ai social e alla moglie del registra Francesco Bruni
di Raffaella Troili
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Mercoledì 6 Gennaio 2021, 23:53 - Ultimo aggiornamento: 7 Gennaio, 00:57

Nonna Rosy è tornata a casa. Si era persa nello spazio e nel tempo, cercava suo figlio che abita a Centocelle nelle vie di Trastevere, confusa e spaesata dal suo girovagare. Maria Rosa Kassa, la nonna di Tor Pignattara malata di Alzheimer, è sana e salva grazie al tam tam sui social e soprattutto a Raffaella Lebboroni, che l’ha notata e assistita. A pubblicare la notizia su Facebook, anche un po’ orgoglioso, il marito della signora, il regista e sceneggiatore Francesco Bruni, padre di Side Baby, il giovane rapper romano ex membro della Dark Polo Gang:

«Una bella storia: Raffaella si è accorta che un’anziana signora faticava a scendere dall’autobus, l’ha aiutata, è scesa con lei, si è offerta di accompagnarla a destinazione. Nel frattempo le ho raggiunte. In breve ci siamo resi conto che si era smarrita, le sue indicazioni erano contraddittorie, sosteneva di doversi recare in una via che risultava all’altro capo di Roma. Abbiamo chiamato il 112, siamo rimasti con lei: è una signora eritrea, parla bene l’italiano ma ha una gran confusione in testa. Arriva la pattuglia, sono cortesi ma non molto empatici, soprattutto sembrano automaticamente convinti che si tratti di una senza fissa dimora. Decidono di chiamare il 118.

Nel frattempo piove piove e piove, la signora è bagnata e ha freddo, tossisce. La Raffi ha l’intuizione geniale di chiamare un amico eritreo di Arturo, glielo passa, parlano nella loro lingua; io nel frattempo le scatto una foto e la invio a questo amico. Arriva l’ambulanza, la Raffi convince la signora a salire, la portano al Policlinico. Arrivati a casa, l’amico richiama: diffondendo la foto nella comunità, ha subito trovato i parenti, che sono già in viaggio verso l’ospedale. Nel frattempo sono passate circa 2 ore. Tutto bene quel che finisce bene, ma alcune domande: se la Raffi non si fosse fermata ad assisterla? se lei si fosse rifiutata di salire sull’ambulanza (come è nel suo diritto)? Se non avessimo avuto un amico eritreo, come sarebbe finita?». Se lo chiede Raffaella Lebboroni che il 5 gennaio in tarda mattinata mentre viaggiava sul 75 ha notato «una signora confusa, in difficoltà, non si reggeva in piedi. L’ho aiutata a scendere un ragazzo le ha anche dato 5 euro».

Confusa, tremava

Raffaella non l’ha lasciata sola, anche perché Maria Rosa non sembrava lucida e tremava. «Non mi convinceva il fatto che passasse per una senza fissa dimora. Più facile che fosse malata, eppure in questi casi non è obbligatorio un ricovero, un approfondimento, e lei rifiutava di salire in ambulanza. Le ho passato al telefono Teddy, il nostro amico eritreo, che ha sparso la voce sui social, nella folta comunità. Infatti poco dopo la figlia l’ha rintracciata». Elisabetta Tedros l’ha riportata a casa: «Sta bene, anche se è caduta, ha un piccolo trauma cranico. È la seconda volta che scappa, vuole vivere da sola ma purtroppo vive in un mondo tutto suo. Cosa ricorda della sua scappatella? Niente». Eppure è uscita il 4 e tutti la cercavano.

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