Trastevere. «Non si entra senza mascherina»: aspettano il titolare e lo picchiano davanti a moglie e figli

Trastevere. «Non si entra senza mascherina»: aspettano il titolare e lo picchiano davanti a moglie e figli
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Giovedì 16 Settembre 2021, 09:08 - Ultimo aggiornamento: 17 Settembre, 15:46

Gli era stato vietato l'ingresso nel negozio perché tutti sprovvisti di mascherina. Così tre persone - un romano di 44 anni, una donna originaria della provincia di Avellino, nella Capitale senza fissa dimora, di 30 anni e un cittadino afghano di 30 anni, tutti con precedenti - hanno pensato bene di aspettare il titolare a fine turno per picchiarlo per ritorsione davanti a moglie e figli piccoli. Così i carabinieri della Stazione Roma Porta Portese hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti dei tre aggressori. Sono accusati, a vario titolo, dei reati di rapina aggravata in concorso, lesioni personali aggravate in concorso e porto abusivo di armi. Un quarto soggetto, loro complice, è attivamente ricercato e sembra essere fuggito all'estero.

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I fatti

I fatti risalgono al 23 giugno scorso, quando un gruppo di persone era entrata senza indossare le mascherine previste dalla normativa anti Covid-19, in un negozio di elettronica in Circonvallazione Gianicolense, di proprietà di un cittadino cinese di 33 anni. Il titolare, in quel momento in compagnia della moglie e dei figlioletti di 3 e 7 anni, aveva invitato i clienti ad indossare le mascherine, istanza sin da subito rigettata dal gruppo. Ne era nata una discussione, condita da insulti e minacce ai danni del titolare dell’esercizio commerciale.

Dopo pochi minuti, la comitiva si era allontanata dal negozio senza creare ulteriori problemi, ma alla chiusura dell’esercizio, quando il negoziante con la famiglia era uscito per recuperare la sua auto in piazzale Flavio Biondo, era stato nuovamente affrontato, prima da una donna, spalleggiata dagli altri membri del gruppo, intenzionata a vendicarsi del presunto torto subìto in precedenza nel negozio.

L'aggressione

La moglie del cittadino cinese aveva fatto salire in auto i loro figli per risparmiarli dalla furia dei loro aggressori che, nonostante la loro presenza, avevano iniziato comunque a colpire la carrozzeria. Il marito è stato minacciato con un taglierino ed è stato costretto dal branco a consegnare uno smartwatch e gli auricolari del telefono dopo essere stato picchiato, riportando la frattura delle ossa nasali con una prognosi di 30 giorni. La vicenda è stata denunciata ai Carabinieri della Stazione Roma Porta Portese che sono riusciti a ricostruire tutte le fasi dell’aggressione e a dare un nome ed un volto ai presunti colpevoli.

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La Procura della Repubblica di Roma, concordando con le risultanze investigative dei Carabinieri, ha richiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale di Roma un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti degli indagati, tre dei quali sono stati associati in carcere, mentre uno, nel frattempo fuggito all’estero, è tuttora attivamente ricercato.

 

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