Roma, morto per un pugno: la polizia chiude il bar

Sigilli all’attività commerciale di S. Lorenzo dove il primo ottobre si consumò la tragedia

Roma, morto per un pugno: la polizia chiude il bar
di Laura Bogliolo
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Domenica 10 Ottobre 2021, 00:12

Ha perso la vita dopo avere preso un pugno. Aveva 58 anni ed è morto così il cliente di un locale di via Tiburtina, a San Lorenzo. È accaduto il primo ottobre e ieri, dopo lunghe e attente indagini, il Questore di Roma ha disposto la cessazione immediata dell’attività commerciale. A sferrare il colpo era stato il figlio diciottenne del proprietario del bar kebab: era nato un diverbio con il cliente che, secondo la ricostruzione della polizia, era visibilmente ubriaco. La lite perché infastidiva i clienti, la rissa e poi il pugno, secondo quanto testimoniato dal giovane, una dinamica ancora da accertare del tutto.

Dopo il colpo la vittima è caduta in terra e nonostante i soccorsi e la corsa in ospedale, dopo qualche ora, è morto al policlinico Umberto I. Sono stati gli agenti del commissariato San Lorenzo, ieri, ha eseguire la chiusura che è arrivata dopo una approfondita istruttoria della Divisione Amministrativa della Questura. Come spiegato da fonti della Questura «il proprietario dell’attività era già stato sanzionato per aver somministrato alimenti e bevande in assenza di licenza dalla Polizia di Stato e da Polizia Roma Capitale». Le indagini per accertare la dinamica degli eventi sono ancora in corso. L’autopsia sarà determinante per accertare le cause della morte. 

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LE INDAGINI

Movida, risse e controlli per il rispetto delle normativa anti-Covid19: nelle ultime ore sono stati ben otto i locali caduti nella rete strettissima delle verifiche della polizia. È di 15 giorni la chiusura inflitta a un bar in viale Tirreno: vicino al locale giorni fa si è consumata una aggressione. La vittima è un ragazzo peruviano al quale un 27enne romano ha provocato la frattura delle ossa nasali. In passato nel locale erano state accertate irregolarità come la violazione delle misure anti–Covid, il mancato funzionamento degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro. La Guardia di Finanza aveva verificato la mancata revisione periodica del misuratore fiscale. È quindi scattata la chiusura del locale, misura eseguita dagli agenti del III Distretto Fidene Serpentara.

LE VERIFICHE

I controlli si sono spostati in viale della Primavera, a Centocelle. Un altro locale è stato chiuso per 15 giorni poiché sul lavandino del bagno è stata trovata cocaina, mentre alcuni clienti erano in possesso di hashish. Anche in questo caso erano già state elevate sanzioni per violazione delle norme anti-Covid. A Fiumicino a finire nella rete dei controlli è stato un minimarket: il titolare era stato deferito all’autorità giudiziaria. Non ha infatti rispettato la chiusura di 3 giorni che era stata disposta perché non indossava la mascherina. Bevande alcoliche somministrate su spazi pubblici in orario non consentito: per questo motivo un bar in corso Trieste è stato sanzionato. La multa elevata è di 4.000 euro.

I CONTROLLI

In via Po invece in un ristorante è stata riscontrata una violazione sanzionata amministrativamente, oltre alla presenza di 3 lavoratori non in regola con il contratto di lavoro. É infine scattata una multa da 400 euro per un negozio di piazza Immacolata per inottemperanza al divieto di assembramento: l’esercizio resterà chiuso per tre giorni. Multa anche in un bar in via degli Equi per la vendita di sostanze alcoliche oltre l’orario consentito. I carabinieri invece sono stati impegnati a fermare un maxi assembramento di 700 persone in piazzale delle Muse, luogo famosissimo per le notti della movida. 
 

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