Metro A a Roma, pasticcio revisioni: «Senza proroghe si chiude»

L’assessore Patanè: «I tagliandi dei treni scadono tra un mese. Il Mit ci dia più tempo». Deposito Bainsizza, errore nella delibera di Raggi: l’acquisto costerà 2 milioni in più

Metro A a Roma, pasticcio revisioni: «Senza proroghe si chiude»
di Fabio Rossi
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Venerdì 3 Dicembre 2021, 07:31

La linea A della metropolitana è a rischio di stop, a causa della scadenza delle revisioni dei treni che ogni giorno circolano tra Battistini e Anagnina, fissata al 31 dicembre. A lanciare l'allarme è l'assessore capitolino ai trasporti, Eugenio Patanè, in un'audizione alla commissione mobilità del consiglio comunale. Se i convogli dovranno fermarsi per mancanza di revisione, si rischia di restare con soli «13 treni» operativi, un numero «troppo esiguo con cui saremmo costretti a chiudere la linea - sottolinea l'assessore - Non potremmo ammassare mille persone in banchina a Termini». La situazione è stata riferita al ministero delle Infrastrutture: «Ho detto loro che qualora non si trovasse una soluzione, la linea deve chiudere - spiega Patanè - Come soluzione ho proposto che accordino 10 mesi di proroga per la mitigazione sui 20 treni che non l'hanno fatta. Ho proposto di portare una perizia asseverata con analisi dei rischi che possa consentire di avere una proroga». Sulle linee A e B «ci sono 51 treni Caf 300 che vanno sottoposti a revisione generale - riassume il responsabile capitolino della mobilità - Per ognuno ci vogliono 5 mesi. Abbiamo affidato velocemente la gara che era già partita, e ieri è partito il primo treno dei 51. Per revisionarli tutti ci vogliono sei anni».


GLI INVESTIMENTI

Situazione difficile anche per la rete tranviaria della Capitale. «I dati che ci dà Atac ci dicono che su 77 tram ne abbiamo 22 in linea», dice Patanè. Ma qualcosa si muove: dei 425 milioni da tempo stanziati dal governo per le metropolitane di Roma, «la gara per i 134 dei treni è stata affidata in 15 giorni - annuncia l'assessore - È per 30 treni, una prima tranche di 14 treni arriverà tra 2 anni, andranno 12 sulla B e 2 sulla A». Complessivamente al premier Mario Draghi, «attraverso il sindaco, abbiamo presentato due istanze - aggiunge - La prima sulla rete delle metropolitane, abbiamo chiesto 11,4 miliardi per i prossimi 15 anni, per poter fare anche la prosecuzione della A e della D». E per la C «il mio sforzo sarà quello, all'interno dei 3,7 miliardi dell'articolo 132 della legge di bilancio, di prenderne almeno 1,5 e con questi fare due cose: 700 milioni per la stazione Venezia e poi proseguire», conclude Patanè. In commissione si è parlato anche dell'ex deposito di piazza Bainsizza, che la vecchia amministrazione avrebbe voluto comprare per 13 milioni. Ora il Comune dovrà probabilmente pagarne altri 2, per un pasticcio nella delibera del M5S: lì era già stato indicato il prezzo massimo di offerta del Comune, 13 milioni appunto. E così un fondo privato ha offerto un milione in più.

 

I PROGETTI

Roberto Gualtieri, intanto, lancia l'allarme sulla carenza di tecnici necessari a seguire e sviluppare i progetti del Recovery: «Il successo di Roma nel cogliere le opportunità del Pnrr sono fondamentali per il successo del paese intero - spiega il sindaco, intervenendo al Rome Investment Forum 2021 - Stiamo lavorando non solo per migliorare i servizi ma stiamo cercando anche di rendere più efficiente la macchina amministrativa affinché possa cogliere le sfide del Pnrr. Abbiamo parecchie risorse a disposizione», sostiene l'inquilino del Campidoglio, ma «non abbiamo abbastanza personale a livello di tecnici per gestire gli investimenti, è davvero una cosa incredibile».
 

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