CORONAVIRUS

Maturità Lazio, esame a rischio: nelle commissioni manca un presidente su tre

Domenica 17 Maggio 2020 di Camilla Mozzetti
Interventi di sanificazione nelle scuole

Accade quasi tutti gli anni, ma questa volta è diverso. A un mese dall'Esame di Stato ai tempo del Covid-19 nonostante le scuole di Roma (come dell'interno Paese) abbiano provveduto a tirare giù gli elenchi delle commissioni interne per valutare i ragazzi (ci sarà in presenza solo l'esame orale mentre gli scritti sono stati aboliti) è ancora aperta la ricerca dei presidenti di commissione. Figure esterne, presidi o docenti con particolari requisiti come ad esempio l'insegnamento da oltre dieci anni, che avrebbero già dovuto permettere all'Ufficio scolastico regionale del Lazio di chiudere la partita attraverso le auto candidature.

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E invece la questione è tutt'altro che risolta: all'appello manca infatti un presidente su tre e la scorsa settimana proprio il neo direttore dell'Usr Lazio Rocco Pinneri ha diramato una circolare a tutti gli istituti. Un allarme che sembra precedere, in caso di mancate risposte, a una sorta di precettazione con la chiamata d'ufficio nel caso in cui domani a chiusura delle candidature dovesse mancare la copertura di molte commissioni. Nella Capitale per le 220 scuole superiori con almeno 10 classi quinte da portare alla Maturità sono state formate 550 commissioni che in tutto chiamano a raccolta per i sei membri interni 3.850 insegnanti.
Il problema però resta ed è scritto nero su bianco: «Occorre anzitutto che ciascuna commissione abbia il proprio presidente - scriveva qualche giorno fa il direttore Pinneri - Purtroppo, le proposte sin qui pervenute non consentono di coprire tutte le esigenze. Per risolvere questo problema, nell'esclusivo interesse degli studenti e del diritto all'istruzione, mi auspico che tutti i dirigenti scolastici che non abbiano già provveduto si rendano disponibili all'incarico di Presidente». La conta si farà domani per vedere se l'appello ha sortito qualche effetto. «Sono fiducioso - commenta il direttore dell'Usr Lazio - in caso contrario si provvederà alla chiamata d'ufficio». Che non è una vera e propria precettazione ma una sua forma edulcorata.
Ma a cosa è dovuta questa defezione? «Il fenomeno va avanti da anni - commenta Mario Rusconi a capo dell'Associazione presidi Roma e Lazio - ma quest'anno pesa la paura della pandemia anche perché se si diffonde la notizia, avvalorata da epidemiologici, che il virus può colpire in modo particolare le persone ultra 55enni, essendo l'età media degli insegnanti italiani e romani piuttosto elevata, tutto ciò contribuisce a creare un clima di allarmismo che può riflettersi in maniera consistente sulle presidenze delle commissioni e anche sulle composizioni delle stesse. Ci auguriamo inoltre che tutti gli enti preposti siano in grado di far svolgere gli esami in sicurezza e consentire laddove necessario con fondi ad hoc lo svolgimento dell'esame a distanza».
Il ministero dell'Istruzione ha diramato il protocollo per la sicurezza durante la Maturità: nessuna misurazione della febbre all'ingresso ma obbligo della mascherina per professori e candidati che potranno avere un solo accompagnatore. Distanza minima di due metri in classe tra candidati e commissari, i quali a loro volta, pur avendo già dato la disponibilità, potrebbero in alcuni casi saltare all'ultimo. Il rischio, concorda più di un dirigente romano è reale «per gli stessi motivi per cui ancora non si riescono a trovare tutti i presidenti», spiega Maria Grazia Lancellotti dirigente del liceo Orazio. Alcune sue colleghe lanciano la provocazione: «Perché - chiede la preside del liceo Lucrezio Caro, Paola Fattoretto - gli esami universitari, i dottorati, le tesi saranno svolti ancora on-line e la Maturità in presenza? Noi facciamo tutto ma siamo lasciati soli, la scuola non è un ospedale». Intanto la Fattoretto, come molti altri presidi, sta organizzando gli spazi per dar seguito agli esami. Sperando che arrivino tutti i presidenti di commissione.

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