Roma, tortura la figlia per 5 anni: arrestata madre aguzzina. Se non prendeva 10 a scuola le impediva di dormire

La donna è accusata di maltrattamenti: vessazioni se non c’erano voti alti a scuola

Roma, tortura la figlia per 5 anni: arrestata madre aguzzina
di Michela Allegri
3 Minuti di Lettura
Venerdì 25 Marzo 2022, 00:05 - Ultimo aggiornamento: 26 Marzo, 10:22

Le giornate di una ragazzina erano organizzate con regime quasi militare: dodici ore al giorno impegnate tra studio folle e attività sportive diverse. La madre pretendeva che a scuola i voti fossero altissimi: se la figlia prendeva meno di 10, scattavano le punizioni, violentissime, anche quando la vittima era solo una bambina. Vessazioni vere e proprie, per la Procura di Roma, che ha chiesto e ottenuto per la donna, classe 1985 e di origine cinese, gli arresti domiciliari. L’accusa è maltrattamenti in famiglia aggravati. Negli atti, il pubblico ministero Antonio Verdi, elenca le angherie, che sono proseguite per quasi cinque anni, fino all’arresto della trentasettenne.

LE ANGHERIE
Solo per elencarne alcune: la testa della ragazzina veniva immersa in una bacinella di acqua gelata, le sue mani venivano legate dietro la schiena con un rotolo di nastro adesivo, oppure con uno spago, e lei, immobilizzata, veniva lasciata seduta su una sedia da sola per ore. In alcune occasioni all’adolescente sarebbe stato impedito di dormire per due giorni consecutivi, per riflettere sulle sue presunte mancanze. Torture che sarebbero andate avanti dal 2017, quando la vittima era ancora una bambina: aveva solamente dieci anni. Adesso, che di anni ne sta per compiere 15, ha trovato il coraggio di chiedere aiuto e denunciare le violenze subite per troppo tempo.

LA DENUNCIA
Le punizioni venivano giustificate come reazione a insuccessi scolastici intollerabili, a detta della donna. Ma, negli atti, sia il giudice che il pm sottolineano che, in realtà, la ragazzina era diligente e molto studiosa: nelle pagelle e nelle interrogazioni i voti erano quasi sempre alti. Veniva obbligata a fare diversi sport, a seguire corsi di lingue straniere, a faticare sui libri di giorno e di notte, rinchiusa in un appartamento in via Giolitti, zona Termini, nel quale viveva con la madre.

Ad accorgersi del disagio dell’adolescente è stata, alcuni mesi fa, una delle sue professoresse: l’insegnate di spagnolo. La ragazzina, esausta dopo l’ultima giornata estenuante, si era addormentata durante una lezione. Quando la prof le aveva chiesto cosa le stesse succedendo, aveva raccontato in lacrime le umiliazioni e le vessazioni subite. Aveva anche dei lividi sul corpo: la madre l’aveva percossa con un righello. Una volta l’aveva picchiata con un mestolo da cucina e, in un’altra occasione, l’aveva percossa con una stampella. «Punizioni agghiaccianti», ha chiosato il gip Mara Mattioli nell’ordinanza con cui ha disposto per la donna gli arresti domiciliari. L’insegnante, dopo avere ascoltato quella storia incredibile, ha contattato il Telefono azzurro, ha esposto la situazione agli operatori e, poi, li ha fatti parlare direttamente con l’adolescente. La quindicenne ha descritto anche l’indifferenza manifestata nei suoi confronti dal nuovo compagno della madre, un avvocato. «Sapeva tutto, ogni tanto mi diceva: Hai una ferita là», avrebbe detto. I passi successivi sono stati la segnalazione in Procura e l’apertura dell’inchiesta.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA