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Roma, scavano tunnel, ma uno di loro resta incastrato: salvato dai vigili del fuoco. Due arresti. L'ipotesi "banda del buco"

La persona in pericolo si trova a circa cinque metri sotto il livello del piano stradale.

Roma, scavano tunnel sotterraneo all'Aurelio e restano incastrati: tre fermati, in corso il salvataggio dell'ultimo. Ipotesi "banda del buco"
di Alessia Marani
4 Minuti di Lettura
Giovedì 11 Agosto 2022, 14:49 - Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 12:57

«Aho ma sei una guardia? Non è che siete guardie vestite da pompieri? Me sa che quello che mi parlava là sotto era una guardia. Ho sete, datemi l’acqua e le sigarette».

Andrea, 35 anni, romano, dopo più di otto ore sepolto vivo nel crollo del tunnel che stava scavando in via Innocenzo XI, all’Aurelio, viene tirato fuori dai vigili del fuoco, immobilizzato sull’unità spinale del 118 e portato in ospedale. Grida, è felice di essere stato liberato ma probabilmente già pensa ai guai con la legge. Perché il sospetto più fondato è che quel tunnel lo stesse scavando per raggiungere un non meglio precisato obiettivo, forse una banca, l’Unicredit o il Credit Agricole su piazza Pio XI, oppure il Monte dei Paschi di Siena distante 180 metri. Andrea è rimasto intrappolato per tutto il tempo a 5 metri sotto il livello stradale.

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In suo aiuto sono accorsi 50 pompieri, la Squadra 9A insieme con le unità speciali Usar di ricerca delle persone sotto le macerie. Con macchinari ad hoc, i pompieri hanno messo in sicurezza le pareti della galleria, con una aspiratrice hanno tolto la sabbia per impedire che la pressione schiacciasse il ragazzo, quindi lo hanno ventilato e ossigenato mentre lo assistevano con il medico e il supporto psicologico. Hanno rischiato la loro vita per salvarlo. Otto lunghissime ore in cui la traversa di via Gregorio VII è rimasta chiusa, con residenti e curiosi a seguire con gli smartphone l’intervento. I carabinieri sono stati i primi ad arrivare. Addirittura con un’auto civetta che ha fermato due uomini che se la stavano svignando in tutta fretta.

«Sembrava un film - racconta Fiammetta Ungari che abita al quarto piano - quelli in borghese hanno fermato i due in auto, gli hanno puntato le pistole e se li sono portati via». Qualcuno azzarda: «Forse i carabinieri li stavano già tenendo d’occhio». La ricostruzione ufficiale è che alle 11.30 gli “operai” chiamano i soccorsi: «C’è stato un crollo durante un lavoro». I carabinieri si trovano già in zona, anche con la pattuglia in borghese.

Quando arrivano incrociano i due fuggitivi, un terzo uomo invece è rimasto per aiutare l’amico. Si tratta di due campani e due romani con precedenti per reati contro il patrimonio, furto e droga. Che cosa ci facevano là? Hanno detto di avere affittato il locale per aprirvi una attività senza dire quale. Riscontri sono in corso. 


BANCHE E FARMACIE
Lo scavo, partito, dal pavimento del locale, procedeva verso il centro della strada. Il che lascia pensare che volessero arrivare alle fogne poi da lì raggiungere comodamente il target. Chi abita sulla via racconta che «vedevo arrivare degli operai con una scala, entrate in quel negozio, chiudere la serranda e riuscire la sera». Una inquilina del civico 44 giura che «la notte si vedeva una luce accesa dalla finestrella che dà sul cortile interno, “lavoravano” h24». Prima c’era stata una frutteria di egiziani, «chiusa dopo un esposto dei residenti perché non a norma». Una donna azzarda: «Non è che volevano andare da Brignano? L’attore abita qui vicino».

Ladri maldestri o “cassettari” specializzati nei furti dei caveau? La procura ha delegato all’Arma le indagini sulla presunta banda del buco (in zona vi sarebbero stati colpi nelle farmacie), sono stati ascoltati i tre uomini fermati e non appena sarà possibile verrà sentito anche il 35enne, ricoverato in ospedale dove è stato subito dializzato per eliminare le tossine nocive per il cuore prodotte dalla lunga compressione del corpo. I due napoletani sono stati arrestati per resistenza, i romani deferiti per danneggiamento e crollo colposo. Al momento non si ravvisa il tentato furto poiché, appunto, non è chiaro l’obiettivo. 

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