ROMA

Roma, per la prima volta la disabilità diventa materia di studio: al via la sperimentazione

Lunedì 18 Marzo 2019 di Raffaele Nappi
L’Istituto “Giulio Verne – Via di Saponara 150” di Roma, il primo a introdurre la disabilità come materia
La disabilità diventa materia di studio. A portarla sui banchi di scuola per la prima volta sarà l’Istituto Professionale Statale “Giulio Verne – Via di Saponara 150” di Roma, che sta sperimentando come scuola capofila a livello nazionale un percorso di “Turismo accessibile e sostenibile”. Gli studenti del primo anno (in attuazione della recente Riforma dell’istruzione professionale) affronteranno inizialmente una formazione comune relativa al concetto di disabilità, ma anche temi più specifici, come le problematiche legate alla fruizione del patrimonio artistico da parte della persona con disabilità, la lotta contro le barriere architettoniche e la stessa assistenza alle persone disabili in diversi contesti. Il tutto grazie a una partnership con Anffas Ostia (associazione nazionale famigliari di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale).
 
LE REAZIONI - «La sperimentazione è partita da pochi giorni, ma gli studenti, mi dicono i docenti referenti, si sono dimostrati subito attenti e partecipi» riferisce la Dirigente scolastica Patrizia Sciarma. «Il percorso è destinato a sostenere gli alunni nella consapevolezza delle finalità formative dell’indirizzo prescelto e nell’acquisizione di alcune competenze di base utili per andare gradualmente a costruire un profilo professionale con ottime prospettive di occupabilità», continua la preside, precisando che il primo modulo didattico è stato dedicato al quadro normativo che regola i diritti delle persone con disabilità.
 
IL PATRIMONIO ARTISTICO - «Le tematiche che andremo ad affrontare con i ragazzi – spiega Stefano Galloni, direttore generale di Anffas Ostia – sono varie: dagli aspetti legislativi legati alla tutela delle persone con disabilità alle barriere architettoniche, dal concetto di salute e disabilità alle principali tipologie di disabilità e loro conseguenze sulla vita delle persone che ne sono portatrici». Ma si parlerà anche di aspetti più etici, pratici e relazionali: «In diverse occasioni ufficiali abbiamo sottolineato la necessità di dare agli istituti professionali una forte impronta lavorativa – aggiunge – Per questo parleremo della fruizione turistica da parte delle persone con disabilità, non solo italiane, ma anche straniere, per le quali l’Italia, grazie al suo patrimonio storico, artistico e culturale rappresenta uno dei più importanti poli attrattivi».
 
IL FUTURO - Tra gli obiettivi della sperimentazione ci sarà quello di creare un profilo professionale congruo a dare risposta alla immensa e diversificata domanda turistica di tipo accessibile non ancora accolta. «E – continua Galloni – quello di avere una base scolastica utile al posizionamento lavorativo all’uscita dal percorso d’istruzione. Di fatto l’intera offerta di lavoro nel turismo sociale è attualmente coperta da personale privo di sostegni a livello di istruzione secondaria di secondo grado. Ecco perché insieme alla dirigente scolastica Patrizia Sciarma abbiamo deciso di proporre la disabilità come materia di studio», conclude.  
  Ultimo aggiornamento: 15:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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