Roma, investito con il cane, Gianfranco Castellano muore dopo un mese di agonia

Roma, investito con il cane, Gianfranco Catellano muore dopo un mese di agonia
di Marco De Risi e Alessia Marani
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Domenica 8 Agosto 2021, 22:34 - Ultimo aggiornamento: 9 Agosto, 10:07

Rischia il carcere, ora, N. F., il 42enne italiano che la mattina del 22 giugno intorno alle 7 travolse Gianfranco Castellano, pensionato di 69 anni, e il suo beagle sulle strisce di via Nomentana, non distante da piazza Sempione, a Montesacro. L’anziano, purtroppo, dopo oltre un mese di agonia in ospedale, non ce l’ha fatta ed è deceduto venerdì. L’autista del furgone, prima di scappare via, quella maledetta mattina aveva già ucciso sul colpo l’adorato amico a quattro zampe. Castellano lasciato esanime sull’asfalto fu soccorso e riportato letteralmente in vita da tre verificatori dell’Atac che erano appena scesi da un bus. Uno di loro, Federica, istruttrice di primo soccorso, gli aveva praticato il massaggio cardiaco fino a farlo tornare in grado di respirare. Purtroppo anche quel tentativo a nulla è valso. 

La velocità

Il “pirata” il giorno dopo era a fare le consegne a bordo del suo Volkswagen Crafter come se nulla fosse e nella stessa zona. Furono i Vigili urbani del III Gruppo, diretti da Mauro Sozi, a fermarlo dopo avere notato i segni dell’impatto sulla carrozzeria. I caschi bianchi avevano passato le ore precedenti a esaminare le immagini registrate dalle videocamere posizionate su strade e negozi del quartiere, ascoltando anche alcuni testimoni. Il 42enne venne, allora, denunciato per fuga e omissione di soccorso. Secondo quanto ricostruito correva ben oltre la velocità consentita in una strada urbana. Adesso, invece, dovrà rispondere anche di omicidio stradale. Sarà il giudice a stabilire se per lui si spalancheranno le porte del carcere. Sul corpo del pensionato è stata disposta l’autopsia.

La morte di Castellano, medico, ex ufficiale dell’Esercito generale emerito ausiliare, originario della Basilicata, ha gettato nello sconforto figli e nipoti, nonché tanti residenti della zona che lo conoscevano e lo vedevano sempre girare con il suo amato cagnolino al guinzaglio. Tanti gli attestati di affetto e solidarietà arrivati alla famiglia: «Ora raggiungerà il suo amato pelosetto», dicono gli amici. La figlia, medico presso Villa Tiberia, ha ringraziato, mossa da spirito cristiano: «Mio papà ora è volato in Cielo nell’abbraccio dei nostri cari, questo mi dà consolazione», ha scritto in un post su Facebook.

Le denunce

In molti avevano scambiato qualche parola nell’area cani alla fine di via Campi Flegrei. In via Val d’Ossola, all’Espero, dove abitava, tutti lo descrivono come un uomo «mite e per bene». In zona, tuttavia, non mancano le polemiche sulla sicurezza dell’attraversamento pedonale dove lui e il suo cane sono stati travolti e uccisi. «Da anni - spiega un abitante - chiediamo che in quel punto sia posizionato un semaforo pedonale o una segnalazione più idonea. Le auto sfrecciano e gli incidenti sono continui. Purtroppo, quella di Castellano è stata una morte annunciata». 

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